Novità sul giallo dei cadaveri nelle valige: le scoperte dei Ris

Proseguono le indagini sul duplice omicidio della coppia albanese i cui corpi smembrati sono stati rinvenuti all’interno di 4 valige: terminato il sopralluogo dei Ris a Firenze nella casa di Elona Kalesha.

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Carabinieri (mino21 – Adobe Stock)

I Ris, dopo dieci ore di sopralluogo nella casa di Elona Kalesha, hanno repertato diverse tracce che nei prossimi giorni saranno analizzate nei loro laboratori di Roma. Gli esperti dell’Arma avrebbero passato al setaccio ogni millimetro dell’appartamento, rinvenendo presumibilmente elementi utili ai fini delle indagini.  La donna è stata arrestata per la morte dei due coniugi albanesi Sheptim e Teuta Pasho, spariti nel 2015, i cui resti smembrati sono stati rinvenuti in alcune valige lo scorso 10 dicembre.

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Firenze, giallo dei cadaveri nelle valige: Ris passano al setaccio appartamento

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Sono durate dieci ore le operazioni di repertazione dei Ris all’interno dell’appartamento di Elona Kalesha, la donna arrestata nell’ambito dell’indagine sul duplice omicidio della coppia di albanesi scomparsi nel 2015 ed i cui corpi smembrati, solo di recente rinvenuti all’interno di quattro valige. Nella casa di via Felice Fontana a Firenze, gli esperti della scientifica avrebbero rinvenuto diverse tracce che adesso saranno portate a Roma per essere analizzate. Secondo gli inquirenti è possibile che il delitto si sia consumato all’interno di quelle mura ad opera della donna e che lei non abbia fatto tutto da sola. Una prima ipotesi sulla dinamica dei fatti, riporta la redazione de La Nazione, vedrebbe proprio l’appartamento nel quartiere Novoli quale scena del crimine: i coniugi nel 2015 sarebbero stati, infatti, ospiti di Elona ex compagna del figlio.

L’appartamento è stato posto sotto sequestro e la 36enne, connazionale delle vittime, arrestata su ordine del PM di Firenze titolare delle indagini Ornella Galeotti. Le ipotesi di reato contestate sarebbero duplice omicidio, occultamento di cadavere e vilipendio.

I carabinieri, inoltre, avrebbero raccolto anche un’inquietante testimonianza da parte di alcuni condomini. Questi ultimi, riporta la Nazione, avrebbero riferito che nel novembre 2015 aleggiava nell’androne del palazzo una strana puzza proveniente dal pavimento su cui pare vi fosse una sostanza appiccicosa.

Ad essere stato perquisito anche un altro appartamento ed il relativo garage, sito in via del Pantano, dove Elona Kalesha e Taulant Pasho, figlio delle vittime, avrebbero vissuto insieme. Taulant Pasho, in questo momento, sarebbe detenuto in Svizzera per furto.

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Elona Kalesha in sede di interrogatorio si è avvalsa della facoltà di non rispondere ed attualmente sarebbe detenuta in carcere in attesa della convalida della misura da parte del Gip.