“Oggi è un altro giorno”, “La Bella addormentata” in chiave saffica: si grida allo scandalo

Dopo la puntata andata in onda ieri su Rai Uno di “Oggi è un altro giorno” in cui Serena Bertone ha ospitato Emma Dante e le sue favole, tra cui “La Bella Addormentata”, rivisitate in chiave LGBT, alcuni esponenti politici hanno gridato allo scandalo

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Serena Bertone e Emma Dante (dal web)

C’è bufera in Rai dopo la puntata di “Oggi è un altro giorno”, il programma condotto da Serena Bertone, andato in onda ieri su Rai Uno, che già una volta aveva scatenato una lite per altri motivi. Ospite del pomeriggio di ieri è stata la scrittrice Emma Dante con il suo libro “E vissero felici e contente”, in cui vengono rivisitate in chiave LGBT le favole più famose. In particolare sulla trasmissione è intervenuta Simona Baldassare della Lega che, come se vivesse in pieno medioevo, ha sentenziato duramente: “La commissione di Vigilanza della Rai intervenga su questo scandalo a luci arcobaleno. Si è arrivati a dire che la ‘Bella Addormentata nel bosco’ è stata svegliata dal bacio di una principessa e non di un principe e che Pinocchio era un ermafrodito. La Baldassare ha continuato la sua arringa in difesa della famiglia tradizionale affermando che il servizio pubblico “droga” e “manipola” le menti dei bambini.

“La Bella addormentata” e altre favole rivisitate a “Oggi è un altro giorno”: la controparte

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L’attrice e scrittrice Emma Dante (GettyImages)

La Rai non si è ancora espressa sulla controversa faccenda e nemmeno Serena Bertone è ancora intervenuta. Tuttavia altri esponenti politici si sono fatti avanti, precisamente i senatori Alessandra Maiorino e Gabriele Lanzi del Movimento 5 Stelle. In una nota congiunta hanno scritto “Molto rumore per nulla” e aggiungendo che non c’è nessuno scandalo in fiabe che trattano principesse salvatrici invece di principi: “Coloro che gridano allo scandalo, se ne facciano una ragione: i gay, le lesbiche, le persone transgender e tutte e tutti coloro che non si riconoscono in una natura nettamente binaria sono tra noi, esistono, sono cittadini e cittadine come tutti, hanno diritto ai loro spazi, alle loro narrazioni, al riconoscimento della loro esistenza e dignità.

 

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La nota è proseguita con il plauso al servizio pubblico che sta contribuendo a rompere certi tabù che non dovrebbero esistere al giorno d’oggi. Lo scritto dei senatori del Movimento Cinque Stelle si conclude con un accenno ai giovani del nostro paese che “conoscono molto meglio di certi vecchi parrucconi la splendida varietà della natura umana. Fa molti più danni la loro azione seminatrice di odio di una fiaba con protagonista una ragazzina lesbica”.