Omicidi della Range Rover, confessione riapre il caso che ha ispirato film e libri

Nel 1995 tre uomini vennero ritrovati morti a Rettendon, nell’Essex all’interno di una Range Rover: per la loro morte vennero condannati all’ergastolo due uomini. Oggi una testimonianza riapre il caso.

Essex Boys caso rivelazione killer
(Getty Images)

Era il 1995 quando la piccola comunità di Rettendon nell’Essex venne sconvolta da una drammatica notizia. Tre uomini vennero ritrovati privi di vita all’interno di un Range Rover, in una strada di campagna. Ad ucciderli dei colpi di arma da fuoco. Le vittime si chiamavano Tony Tucker, Patrick Tate e Craig Rolfe ed erano tre spacciatori della zona.

La polizia avviò immediatamente le indagini e dopo aver brancolato nel buio per anni, giunse all’incriminazione di Jack Whomes e Michael Steele i quali, nel 1998, vennero condannati all’ergastolo. I due si sono sempre dichiarati innocenti. Una condanna che all’epoca non convinse anche numerosi agenti di Polizia, i cui dubbi oggi sono stati confermati da una confessione sconvolgente. A farsi avanti il figlio di un ex gangster, il quale ha fatto emergere una sconvolgente verità.

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Omicidi della Range Rover, Steve Ellis: “Il killer degli Essex Boys era mio padre

ragazzo accoltellato per strada
Polizia inglese (Getty Images)

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Dopo ventitré anni, il caso degli Essex Boys, ribattezzato dalla stampa come i delitti del Range Rover, forse potrebbe dirsi realmente risolto. A farsi avanti Steve “Nipper” Ellis, figlio di un ex gangster Sid il quale avrebbe rilasciato una dichiarazione sconvolgente: “Mio padre era il killer degli Essex Boys”. Una testimonianza che avvalora le perplessità paventate da alcuni investigatori che stettero sul caso in quegli anni. Per il triplice omicidio di Rettendon, infatti, condannati all’ergastolo furono Jack Whomes e Michael Steele, i quali non smisero mai di proclamarsi innocenti.

Secondo quanto riporta la redazione del Daily Mail, Steve Ellis avrebbe riferito che il padre Sid -deceduto quattro anni fa- avrebbe sparato a tutti e tre gli uomini nella Range Rover e che il giorno dopo lo avrebbe chiamato per confessargli il crimine commesso.

Steve Ellis ricorda quel momento e racconta la dinamica dei fatti: Pat sarebbe stato il primo ad essere colpito, poi sarebbe toccato a Craig e Tony raggiunti entrambi da un colpo di pistola alla testa.

Ma perché questa importante rivelazione giungerebbe solo adesso? Ellis ha spiegato che ormai il padre è deceduto e si sarebbe detto certo del fatto che a lui non sarebbe importato se la gente avesse saputo che era lui il colpevole di quegli atroci crimini.

I dubbi, quindi, sulla loro innocenza erano fondati. A sostenere i due condannati un investigatore privato Dave McKelvey il quale con la sua agenzia la TM-Eye, nel corso dell’ultimo anno si sarebbe lanciato a capofitto nelle immagini. Stando a quanto riferisce il Daily Mail, il detective avrebbe dichiarato che dieci mesi fa è iniziata una revisione del caso; attività che ha portato a sconvolgenti scoperte. In primis quella secondo cui un criminale, un mese dopo gli omicidi, avrebbe fatto il nome dell’assassino con altri detenuti nel corso di un arresto intervenuto per una vicenda non correlata. Per tale ragione avrebbe scritto alla Polizia parlando di quanto rilevato. Purtroppo, però, gli sarebbe stato risposto che il caso era di competenza della Criminal Cases Review Commission (CCRC) e che pertanto loro non avevano giurisdizione.

Alla luce di queste nuove prove sarebbe stato ingaggiato un lavoro sinergico con la CCRC per rivedere il caso e varare nuove richieste investigative. A fine mese, per Jack Whomes è fissata un’udienza sulla libertà condizionale.

La vicenda, dati i suoi oscuri contorni, ha ispirato numerosi libri e lungometraggi: il più famoso, il film intitolato proprio Essex Boys con Sean Bean.

La ricostruzione del caso

Nel 1995, i corpi di tre spacciatori di droga Tony Tucker, 38 anni, Pat Tate, 37 e Craig Rolfe, 26, vennero ritrovati all’interno di una Range Rover blu in una strada di campagna di Rettendon nell’Essex. Ad ucciderli dei colpi d’arma da fuoco. Ad effettuare il ritrovamento due contadini: Peter Theobald e Ken Jiggins.

Le prime ipotesi della Polizia, che attivarono un’immane campagna di indagine ribattezzata Operation Century, condussero gli inquirenti a credere che dietro l’omicidio si celasse una lite per droga. Nello specifico, pare che un mese prima della strage i tre uomini avessero ceduto ad una ragazza una pasticca di ecstasy che l’avrebbe uccisa. Le vittime erano membri di quella che veniva chiamata banda degli Essex Boys.

La polizia sin da subito immaginò che non si fosse trattato di un omicidio casuale ma che i tre uomini erano stati chiamati per raggiungere quella sperduta strada di campagna. Per gli assassinii vennero condannati all’ergastolo Jack Whomes e Michael Steele, ma loro ancora oggi continuano a proclamarsi innocenti.

A  rendere il quadro sconvolgente, anche alla luce delle ultime dichiarazioni sul caso, una testimonianza rilasciata all’epoca delle prime indagini da un tale Billy Jasper, il quale disse di aver ricevuto 5mila sterline per portare il vero assassino sul luogo del crimine.

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Ragazzo inglese in carcere
Danny Weatherson (GettyImages)

Nonostante tali dichiarazioni, però, non venne mai accusato. Oggi con le dichiarazioni di Steve Ellis questo brutale omicidio, forse, potrà dirsi finalmente risolto.