Maria De Filippi: “mio nonno era un maschilista” rovinata una famiglia

La conduttrice di Canale 5 racconta un episodio relativo alla sua famiglia, durante la terza puntata di C’è posta per te e lascia di stucco gli ascoltatori.

 

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Maria De Filippi durante la puntata del noto programma che va in onda il sabato sera, trionfatore di share, racconta un episodio della sua vita.

La regina di Mediaset decide di aprirsi alla coppia protagonista della storia: Chiara aveva accusato la propria famiglia di origine di aver ricevuto un trattamento diverso rispetto ai  fratelli.

E’ stata la madre della donna a voler rivedere la figlia dopo 10 anni, accompagnata dagli altri due figli. Chiara si è presentata in studio insieme a suo marito e ha deciso di chiudere la busta e non riabbracciare la famigli,a accusandola di averle rovinato la vita, ricoprendola di debiti, rubandole i documenti e firmando a suo nome mentre il fratello godeva dei soldi ottenuti dalla vendita della casa dei genitori.

Questa disparità di trattamento non l’ha potuta perdonare e ha deciso di chiudere definitivamente i rapporti.

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Il racconto personale di Maria De Filippi

 

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A questo punto Maria ha cercato di convincere la coppia nel perdonare la famiglia di Chiara, sostenendo che il loro amore non era da mettere in dubbio e probabilmente la madre, con i soldi della vendita della casa, ha solo voluto aiutare un figlio che in quel momento era in difficoltà.

La conduttrice di ‘C’è posta per te’, per cercare di spiegare meglio cosa volesse intendere, ha raccontato un aneddoto della sua vita privata.

Quando ero più piccola e mio nonno morì, nel testamento lasciò la casa e il terreno a mio padre nonché i mezzi per lavorarlo. A mia zia lasciò solamente l’uso della casa e una piccola parte del terreno. Ovviamente il testamento era nettamente a favore di mio padre ma questo non perché non volesse bene a mia zia ma perché era un maschilista e credeva che fosse giusto così. Mia zia impugnò il testamento e non parlò più con mio padre per 15 anni nonostante fossero legatissimi.

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E conclude: “Quando mio padre stava per morire mia zia si presentò in ospedale, piangendo. E proprio in quel momento mi domandai ‘a cosa è servito perdersi per tutto quel tempo?‘”