Non è l’Arena, caso Genovese. Parlano le due vittime a volto scoperto

Martina e Ylenia si sono fatte coraggio e hanno le notti a casa di Genovese, sesso e droga, nessun controllo. “Non siamo escort” dicono

 

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Come ogni domenica sera è andata in onda una nuova puntata di “Non è l’Arena” su La7, programma di Massimo Giletti che in collegamento diretto affronta temi di attualità e di vita politico-istituzionale. Ieri oltre all’ampio spazio riservato alla questione politica e il prossimo Governo Draghi, è stato affrontato nuovamente il caso Genovese.

Presenti con Giletti anche le due vittime che hanno deciso di ritornare a parlare e di mostrarsi a volto scoperto per rispondere alle tante accuse che hanno ricevuto nelle ultime settimane da parte di chi le vuole responsabili della violenza.

Le due ragazze in questione sono Ylenia Demeo e Martina Facchini, le stesse ragazze che hanno denunciato l’imprenditore Alberto Genovese per le violenze sessuali avvenute nel suo attico di Milano lo scorso novembre. Le giovani assistite dal conduttore hanno ricostruito quei terribili momenti.

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Ylenia Demeo confessa: “Gli piaceva sentir urlare e veder piangere”

Non è l'Arena, caso Genovese
Ylenia Demeo e Martina Facchini vittime Genovese (screen video)

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Le due ragazze all’epoca dei fatti furono violentate fuori dal loro consenso sotto effetto di droga, in questi mesi però le critiche nei loro confronti sono aumentate e la loro rabbia in modo esponenziale, tanto da voler tornare in studio per chiarire i fatti.

Non mi abbasso ai livelli di chi mi insulta, ma quello che è successo a noi può succedere a chiunque. fa tanta fatica, soprattutto che ora le mie cose intime sono dette in tv davanti a tutta Italia. Siamo tornate qui per difenderci perché non abbiamo nessuna colpa. Sento ancora il dolore, rivivo quell’incubo quando chiudo gli occhi e vedo Alberto su di me, a lui piaceva vedermi piangere e urlare”, ha detto Ylenia con le lacrime agli occhi.

E ancora: “In camera da letto sono entrata consenziente, poi lui mi passava un piatto, io chiedevo se fosse cocaina, lui diceva di sì, ma in realtà non lo era perché io non ricordo proprio niente”. Martina invece spiega che non sono escort, non ne avevano consapevolezza, poi la violenza in Spagna.

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A Ibiza ho la certezza di aver subito violenza. Anche i suoi amici ci dicevano che Alberto esagerava, ma noi pensavamo che non avrebbe mai superato i limiti. Nel gruppo girava la frase: prima o poi scapperà il morto”.