Somalia tra il fallimento delle elezioni e il vuoto di potere

Le discussioni sullo svolgimento delle elezioni tra il governo federale e gli stati regionali si sono concluse senza accordo.

La crisi continua a protrarsi in Somalia. Dopo l’attentato avvenuto ieri pomeriggio a Dusa Mareb, capitale dello stato di Galmudug, al centro della Somalia; oggi, 8 febbraio, scade il mandato presidenziale. Tuttavia, i leader politici non sono riusciti a convenire un accordo sulle data delle prossime prossime elezioni e il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, conosciuto anche come Farmajo, punta il dito su due dei cinque stati regionali, accusati di rifiutare qualsiasi compromesso.

La Repubblica Federale del Corno d’Africa sta ancora affrontando l’insurrezione degli Shebab: il gruppo di islamisti radicali affiliati ad Al-Qaeda ha rivendicato l’attacco di domenica: l’esplosione dell’ordigno ha provocato 12 morti. Il fallimento delle elezioni, secondo quanto ha riferito il ministro dell’Informazione somalo, risiede nella mancata adesione collettiva sulla composizione dei collegi e della commissione elettorale. “Il governo si è mostrato disponibile alle negoziazioni per risolvere tutte le questioni aperte” – ha esordito Osman Abukar Dubbe – “Ma alcuni leader hanno sfruttato questa situazione, esprimendo il loro totale diniego.”

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Il discorso di Farmajo

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In una dichiarazione davanti al Parlamento, il presidente Farmajo, candidato per le rielezioni, ha confermato che la sua amministrazione ha agito per “favorire compromessi su tutto”; soprattutto per cercare di raggiungere un patto all’ultimo momento durante le discussioni tra i dirigenti regionali a Dhusamareb, a circa 400 chilometri a nord della capitale Mogadiscio. “Speravo tanto in un accordo durante l’ultima riunione; ma, purtroppo, questo non è accaduto.”

Lo scorso settembre, i dirigenti delle cinque regioni semiautonome e il sindaco di Mogadiscio erano concordi allo svolgimento delle elezioni prima della fine del mandato presidenziale. Il processo si è però presto dissolto a causa degli inasprimenti tra il governo federale di Mogadiscio, sostenuto dalla comunità internazionale, e alcuni dirigenti degli Stati regionali, in particolare il Puntland e l’Oltregiuba, recente teatro di sanguinosi conflitti tra truppe nazionali e locali.

La principale causa dei contrasti è dovuta allo svolgimento delle elezioni a Gedo. Secondo Farmajo i responsabili sono i leader d’Oltregiuba e del Puntland, accusati di agire a favore degli interessi del Kenya; mentre il ministro degli interni Abdirashid Mohamed Hiddig sostiene che sia proprio il presidente somalo ad essere la “principale figura di questa impasse elettorale.”

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Dareenka shacabka soomaaliyeed

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Pubblicato da Mohamed Abdullahi farmajo fans su Lunedì 8 febbraio 2021

“È sotto gli occhi di tutti che il presidente del governo federale è responsabile di tutti i nostri problemi: il suo scopo è truccare le elezioni.”

Fonte Africa News