Terra dei Fuochi, la conferma ufficiale: i tumori sono legati ai rifiuti

Ormai è certo: i tumori nella Terra dei Fuochi sono provocati dall’interramento abusivo di rifiuti. Lo stabilisce il report della Procura di Napoli Nord in collaborazione con lʼIss

Rifiuti nella Terra dei Fuochi - Getty Images
Rifiuti nella Terra dei Fuochi – Getty Images

Dopo quattro anni di studi e analisi arriva la conferma ufficiale: c’è una “relazione causale” o di “concausa” tra la presenza di rifiuti incontrollati nella Terra dei Fuochi e l’insorgere di malattie gravi nella zona. Si tratta di un’area che comprende comuni delle province di Napoli e Caserta, in cui erano stati segnalati numeri record per l’insorgenza di alcune patologie.

Ci si ammala per lo smaltimento illegale dei rifiuti, o meglio dire l’interramento sconsiderato di scorie. Agli abitanti venivano e vengono tutt’ora diagnosticati tumori come il cancro al seno, varie forme di leucemie e malformazioni congenite, ma anche problemi respiratori come l’asma.

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Terra dei Fuochi, i dati sconvolgenti del report

Cittadini della Terra dei Fuochi - Getty Images
Orta di Atella – Terra dei Fuochi – Getty Images

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Oggi si è arrivati all’ufficialità con la chiusura del report portato avanti dal 2016 dalla Procura di Napoli Nord con l’Iss, Istituto superiore di Sanità. Ad illustrarne i dettagli è stato il procuratore Francesco Greco, col presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e il procuratore generale di Napoli Luigi Riello.

Secondo il dottor Brusaferro: “è necessario sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica, integrata con dati ambientali nella Regione Campania e in particolare a Napoli e Caserta, così come nelle altre aree contaminate del nostro Paese. Così da individuare interventi di sanità pubblica, a partire da azioni di bonifica ambientale“.

Il report ha come obiettivo la raccolta e la condivisione dei dati legati agli eccessi di mortalità, all’incidenza tumorale e all’ospedalizzazione. È emerso per diverse patologie il nesso tra i fattori di rischio e l’esposizione a materiali inquinanti.

I comuni da bonificare e le azioni da intraprendere

È stata quindi creata una mappa che segnala i 38 comuni della Terra dei Fuochi dove sono stati scoperti i rifiuti illeciti. Per il procuratore Francesco Greco: “L’emergenza più importante per Caserta e Napoli dopo il Covid sono le bonifiche, che devono partire immediatamente”.

I dati del report fanno paura: nella mappa si contano 2767 siti di smaltimento illegale dei rifiuti, concentrati in 426 km quadrati. Più di un cittadino su tre vive ad almeno 100 metri di distanza da uno di questi siti, ed è quindi esposto a composti chimici pericolosi. Si parla di circa centomila persone. Il documento poi categorizza i 38 comuni in quattro classi, con fattori di rischio crescenti: dall’1, meno toccati da fattori inquinanti, a 4, più esposti.

Giugliano in Campania e Caivano sono i più inquinati. Seguono Cardito, Casoria, Melito di Napoli, Mugnano e Villaricca. Pericoli anche per gli abitanti di Aversa, Casal di Principe, Sant’Arpino, Casaluce, Gricignano d’Aversa, Lusciano e Orta di Atella, Afragola, Casandrino, Crispano e Qualiano.

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Terra dei Fuochi - Getty Images
Terra dei Fuochi – Getty Images

Infine sempre esposti, ma con meno concentrazione di rifiuti i comuni di Carinaro, Cesa, Frignano, Cesa, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Casapesenna, Villa Literno per il Casertano e Arzano, Calvizzano, Casavatore, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Marano e Sant’Antimo.

Da anni i cittadini denunciano le loro precarie condizioni di salute e oggi sperano che questo report possa finalmente portare a delle azioni concrete. Bisognerà procedere con il blocco degli sversamenti di rifiuti nelle acque dei fiumi e soprattutto con delle bonifiche mirate. Occorrerà anche riorganizzare la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Infine servirà pensare alla sorveglianza epidemiologica permanente della Terra dei Fuochi, con maggiore attività di prevenzione sanitaria e screening della popolazione.