Il rafano, quali benefici per l’organismo e come si usa in cucina

Il rafano è una pianta molto particolare e poco usata nella cucina italiana e mediterranea. Eppure, non tutti sanno che è un ingrediente ricco di sostanze nutritive e ha proprietà anti biotiche e anti batteriche. Non solo. Negli ultimi anni è usato molto spesso per preparare piatti dal sapore deciso e speciale.

 

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In questo articolo ti spiegheremo cos’è il rafano e quali sono le sue proprietà che apportano benefici all’organismo e vedremo insieme come può essere usato in cucina per sbalordire i tuoi ospiti.

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Il rafano, cos’è e quali sono le sue proprietà benefiche

 

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Il rafano è una pianta appartenente alla famiglia delle brassicaceae. Al contrario di erbe aromatiche e spezie che prediligono climi caldi o addirittura tropicali, il rafano è diffuso in zone montuose e fredde. Non è un caso, infatti, se è un ingrediente molto importante della cucina altoatesina.

Anche il rafano, come molte altre piante aromatiche e spezie, ha origini molto antiche. Ci sono tracce di utilizzo del rafano nella cucina degli antichi greci e romani.

Il rafano grazie alle sue qualità viene usato per produrre medicine officinali. Tuttavia, usato normalmente in cucina permette di stimolare la secrezione delle mucose gastriche e facilita la digestione.

Non solo, il rafano ha il potere di assorbire i gas intestinali e per questo è particolarmente indicato per i soggetti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile.

Il rafano in cucina per realizzare piatti speciali dal tocco gourmet

 

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Il rafano è una pianta dal gusto molto pungente, quasi piccante. Viene molto usato nella cucina di montagna soprattutto in quella tipica del Trentino Alto Adige.

Con il rafano può essere preparata una gustosissima salsa da abbinare alla carne alla griglia perché produce un contrasto di sapori veramente interessante.

Preparare la salsa al rafano è molto semplice. Ti basterà prendere una ciotola e mescolare due cucchiaini di rafano in polvere, 50 ml di panna, il succo di mezzo limone e un trito di erba cipollina.

A questo punto aggiusta di sale e pepe e servi la salsa al rafano vicino a delle salsicce alla griglia o carne rossa.

Infine, devi sapere che il rafano può essere consumato crudo e in questo caso ti consigliamo di fare un’insalata con le foglie di rafano e grattugiarci dentro anche un po’ del frutto.

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L’infuso di rafano per calmare la tosse

ritenzione idrica
L’infuso al rafano è molto semplice da preparare e ottimo per curare la tosse (Pexels/pixabay)

Il rafano, come ti abbiamo già spiegato, ha delle proprietà digestive e detox. Non tutti sanno però che il rafano è un ottimo aiuto in caso di tosse grassa.

A questo punto puoi preparare un bell’infuso di rafano facendo bollire 300 ml di acqua e immergendo il rafano e facendolo stare in infusione per circa 10 minuti.

Trascorso il tempo necessario ti consigliamo di bere la tisana. Se preferisci un sapore più dolce allora evita lo zucchero bianco raffinato in favore di quello di canna grezzo o, meglio ancora, del miele mille fiori proveniente da agricoltura biologica.

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Le controindicazioni di un uso errato del rafano

mal di pancia
Il consumo smodato ed eccessivo di rafano può irritare l’intestino e dare fastidiosi bruciori (nastya_gepp/pixabay)

Pur essendo ricco di proprietà benefiche, il rafano se consumato in modo poco appropriato può produrre dei fastidiosi effetti collaterali.

Un consumo eccessivo di rafano può infatti provocare ulcera e irritazioni intestinali.

Infine, è sconsigliata l’assunzione di rafano ai bambini, alle donne incinte e in fase di allattamento.