Loujain al-Hathloul: rilasciata l’attivista dei diritti delle donne saudite

La scarcerazione arriva dopo l’annuncio di Joe Biden sull’avvio di misure più severe con Riad sui diritti umani.

Loujain al-Hathloul, 31 anni, nota attivista e simbolo della lotta per i diritti delle donne saudita, è stata rilasciata dopo 1.001 giorni di detenzione. A dare la notizia è stata sua sorella Lina al-Hathloul sui vari social networks. Il tweet di mercoledì, 10 febbraio, annuncia la felice notizia: dopo anni di violenze e torture in carcere, Loujain è finalmente tornata a casa. Il suo volto è espressione della libertà: immortalata dallo screenshot dell’applicazione FaceTime, Loujain è una delle “più belle vittorie per i diritti umani degli ultimi tempi” – ha confessato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Tuttavia, la sua libertà resta vigilata: secondo quanto riporta The Guardian, l’attivista non è autorizzata né ad abbandonare il Paese né a denunciare i crimini subiti durante la detenzione. Pertanto, sebbene gli anni di prigionia siano finiti, “Loujain non è ancora libera”, ha precisato detto Adam Coogle, vicedirettore per il Medio Oriente di Human Rights Watch: il calvario e la spietata repressione del suo dissenso, nonché della sua libertà di espressione, resta un “flagrante errore giudiziario”.

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L’accelerazione dagli Stati Uniti

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La liberazione anticipata della dissidente era prevedibile poiché il giudice aveva sospeso parte della sua condanna e le aveva riconosciuto il tempo già scontato. Lo scorso 28 dicembre 2020, dopo due anni di custodia cautelare, Loujain Al-Hathloul era stata condannata a cinque anni e otto mesi di prigione dal tribunale specializzato in atti antiterroristici.

La donna è stata una delle principali attiviste per il diritto delle donne di guidare in Arabia Saudita prima di un cambiamento della legge che a fine 2017 ne proibì la condotta. Durante la detenzione, Loujain Al-Hathloul ha lanciato uno sciopero della fame per protestare contro la sua prigionia e si è unita ad altre attiviste per denunciare ai giudici le torture e gli abusi sessuali subiti da uomini mascherati durante gli interrogatori. Le altre donne confessano di essere state bastonate, violentate, minacciate di morte e spesso sottoposte a diverse torture, quali il waterboarding (o annegamento simulato).

L’accelerazione al rilascio proviene dagli Stati Uniti; in particolare quando l’Arabia Saudita ha dovuto affrontare la sfida diplomatica alla Casa Bianca. L’arrivo del nuovo presidente Joe Biden ha iniziato a cancellare progressivamente il repubblicano Donald Trump. Il caso di Loujain Al-Hathloul è stato sostenuto dal neoeletto presidente democratico durante la sua campagna presidenziale. A differenza del suo predecessore, i decreti di Biden avevano già avviato aspre misure contro lo Stato arabo, quali il ritiro del supporto statunitensenel conflitto quinquennale nello Yemen e la rivalutazione della partnenariato USA-Saudita a difesa dei diritti umani e della democrazia.

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La situazione dei diritti nell’Arabia Saudita è stata oggetto di un intenso dibattito globale dopo l’omicidio del 2018 del famoso giornalista saudita Jamal Kashoggi per mano degli agenti sauditi. Il Time gli rese omaggio come “persona dell’anno” in copertina, lodando il coraggio di “chi rischia tutto per raccontare la storia del nostro tempo.

Fonte The Guardian