Twitter: rimosso per sempre l’account di Donald Trump

Ban permanente per l’ex presidente degli Stati Uniti: l’accesso alla piattaforma sarà negato anche in caso di ricandidatura.

“Vogliono zittirmi, ma non ci riusciranno”, così aveva commentato a caldo l’ex presidente repubblicano. Oggi, totalmente isolato nel mondo del web, Trump non potrà mai più far ritorno su Twitter. Lo ha dichiarato l’ufficiale finanziario capo di della società americana Ned Segal. Twitter ha confermato che il divieto di accesso imposto dal servizio a Donald Trump è e sarà permanente.

Il ban è definitivo. Stando a quanto riportano i notiziari internazionali, l’ex presidente degli Stati Uniti non potrà difatti mai più esprimersi sulla nota piattaforma di microblogging e notizie, neanche in caso di ricandidatura e vittoria alle future elezioni politiche. Intervistato su CNBC questo mercoledì, 10 febbraio, il chief financial officer di Twitter ha voluto ribadire le politiche e le misure di restrizione del social media.

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La rimozione dal social a prescindere dalla carica

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“Una volta oscurati dalla piattaforma, gli account vengono rimossi a prescindere dalla propria carica; indipendentemente se sei un utente comune o un alto direttore finanziario”, ha continuato Ned Segal. Di conseguenza, in questi casi rientra anche quello dell’ex presidente americano, il cui divieto di accesso all’account “permarrà anche in caso di ricandidatura e vittoria alle elezioni del 2024.” Il motivo della rimozione risolutiva risiede nel costante incitamento all’odio e alla violenza di Trump ai suoi seguaci tramite discorsi bellicosi ed eversivi.

Donald Trump, il cui processo di impeachment bis è attualmente in corso al Senato, è stato bannato definitivamente dalla piattaforma social lo scorso 8 gennaio. L’oscuramento sulla rete è avvenuto due giorni dopo l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti: l’insurrezione era scoppiata per sostenere la richiesta di Trump al vicepresidente Mike Pence e al Congresso di rifiutare la proclamazione di Joe Biden alla Casa Bianca.

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I dirigenti della Camera che perseguono il caso Trump hanno denunciato i suoi tweet, condivisi prima, durante e dopo l’insurrezione del 6 gennaio per contestare il risultato delle elezioni presidenziali del 2020.

Fonte Cnet