Chiara Ferragni nei guai: i suoi stivali sono copiati. Risarcimento e ritiro dal mercato

Secondo il Tribunale di Milano, Chiara Ferragni ha copiato i famosi stivali da neve Moon Boot. Ora dovrà risarcire il gruppo Tecnica che li produce dal 1978

Chiara Ferragni indossa i suoi Snow Boot alla NY Fashion Week, nel 2016 - Pinterest
Chiara Ferragni indossa i suoi Snow Boot alla NY Fashion Week, nel 2016 – foto da Pinterest

Talmente inconfondibili da essere oggetto di mille imitazioni. Ma i Moon Boot, i famosissimi doposci, sono coperti dal diritto d’autore e anche i big della moda, come Chiara Ferragni, devono fare (letteralmente) un passo indietro. Oggi la decisione del Tribunale di Milano che obbliga il brand dell’imprenditrice a ritirare dal mercato i suoi prodotti e a versare un risarcimento a Tecnica, l’azienda ideatrice degli originali.

A nulla sono valse le argomentazioni della difesa, che sosteneva una “pretesa autonomia creativa che si ridurrebbe di fatto all’estrosità conferita ai modelli dall’uso del glitter”, come si legge nella sentenza. Insomma, non basta apporre dei brillantini o il famoso logo dell’occhio per cambiare la sostanza. E, come si evince dalle foto dei prodotti messi a confronto, la differenza fra i doposci dei due brand era davvero impercettibile.

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Chiara Ferragni: ritiro dal mercato dei suoi “Snow boot”

Moon Boots di Tecnica e Snow boots di Chiara Ferragni a confronto
Moon Boot di Tecnica e Snow boots di Chiara Ferragni a confronto

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In sintesi la sentenza emanata prevede che siano “vietate la riproduzione, l’elaborazione, la distribuzione, la vendita, l’esportazione, la pubblicità e l’acquisto di modelli non autorizzati che riproducono le caratteristiche salienti dei Moon Boot®”. In questo caso sono Mofra Shoes, Diana Srl e Serendipity Srl le aziende interessate, in quanto incaricate di produrre gli stivali doposci per conto del brand Chiara Ferragni.

I Moon Boot furono creati da Giancarlo Zanatta, imprenditore di Montebelluna, in provincia di Treviso. Ideò il modello ispirandosi agli scarponi indossati dagli astronauti per lo sbarco sulla Luna: da qui il loro nome. Alberto Zanatta, suo figlio e presidente di Tecnica, spiega che non si tratta della prima decisione giuridica a tutela degli iconici stivaletti. “La prima sentenza sul diritto d’autore era del 2016. E dopo due sentenze è improbabile che un giudice decida diversamente. Noi certo non intendiamo smettere di perseguire i concorrenti sleali“. Da anni infatti il gruppo è impegnato in una battaglia contro gli imitatori. “Stiamo lavorando per controbattere i falsi venduti anche in altri Paesi, a cominciare da Francia e Germania in primis”, ha dichiarato Zanatta.

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Per quanto riguarda il risarcimento, le cifre non sono ancora note, in quanto sarà oggetto di una trattativa privata fra le parti.