L’incredibile scoperta rischiara il mistero di Stonehenge

Il recente studio archeologico pubblicato il 12 febbraio rivela un dettaglio straordinario: il mito incontra la scienza. 

Un nuovo indizio proveniente dal Galles getta luce al mistero dell’origine di Stonehenge a Wiltshire, contea dell’Inghilterra. Realizzato intorno al 3000 a.c., l’imponente complesso preistorico è noto per la perfetta disposizione circolare dei suoi immensi megaliti, il cui peso varia dalle 25 alle 50 tonnellate. Enigma è forse la parola che meglio incornicia la struttura del tardo neolitico, la cui costruzione continua a impegnare scienziati e ricercatori di tutto il mondo. Gli studi si soffermano in particolare sulle maestose rocce erette in posizione verticale. Si tratta di un monumento ricco di leggende, ma privo di certezze. Tuttavia, in questi giorni sono stati rinvenuti nuovi dettagli utili a indirizzare le risposte del team di esperti.

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Un indizio significativo dal Galles

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La scoperta proviene dal Galles occidentale, dove un team di ricercatori dell’University College di Londra ha esaminato i resti di un circolare monumento, anch’esso appartenente al neolitico: i pilastri sono stati ritrovati vicino ad una cava di pietra blu. La ricerca asserisce la possibilità di reperimento dei megaliti del tipico color ardesia blu-grigio dalla regione di Waun Mawn, Galles, a quella di Stonehenge. Le due zone non sono vicinissime: la loro distanza è di circa 230 km. I dati dello studio ipotizzano il motivo del trasferimento delle pietre nei fenomeni migratori dei gallesi verso sud-ovest nell’odierna Inghilterra.

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Effettuate tramite la tecnica del radiocarbonio, la datazione delle pietre del Galles risale intorno al 3000 a.C., poco prima della costruzione dello stesso monumento di Stonehenge.

Fonte The Guardian