Vidor, la giovane mamma suicida chiedeva aiuto sui social. Si era licenziata per il figlio

A soli due giorni dalla morte della mamma gettatasi dal ponte di Vidor con il figlio, spuntano alcuni messaggi social davvero inquietanti

Sempre più donne soffrono di depressione post partum ma non sono aiutate e capite abbastanza in tempo per poter evitare loro gesti incoscienti e spargimento di sangue inutile.

Questo è accaduto anche alla 31enne Margherita Bandiera che nella notte del 21 febbraio ha preso la sua Lancia Y ed il figlio Edoardo e si è diretta verso il ponte del Piave a Vidor dove viveva con il marito e si è gettata a capofitto di sotto.

Per lei nulla da fare, il piccolo invece di un anno e mezzo è stato operato ma non è in pericolo di vita, forse attutito nell’impatto al suolo dal corpo della madre. A lanciare l’allarme il marito che non la vedeva rientrare a casa, la sorella Alessia invece ad averla trovata forse spinta da un presentimento che aveva da tempo nei confronti di Margherita che chiedeva inutilmente aiuto ai familiari.

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Sui social Margherita stava chiedendo aiuto. Il retroscena inaspettato

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La donna aveva perso anni fa un’altra sorella a cui era molto legata, forse un trauma mai completamento superato. Lei era laureata in economia e lavorava come contabile amministrativa alla Antis Stylmartin di Montebelluna. Come riporta Il Gazzettino, “dopo il matrimonio con Cristian si era trasferita a Fanzolo, vicino ai suoceri, inserendosi nella vita parrocchiale”.

Aveva deciso di lasciare il lavoro quando è nato il figlio per dedicarsi completamente a lui, sarebbe stato troppo impegnativo continuare. Da tempo era in cura per problemi di depressione ma neppure la gravidanza aveva fatto cessare questo mostro nella sua testa, anzi si era tutto maggiormente acuito, amplificato anche dal lockdown e l’essere costretta a casa senza lavoro.

Sui social adesso sono letti con una luce diversa molti dei messaggi che aveva condiviso nei mesi scorsi, ma mai ascoltati con cognizione di causa. “C’è una fase del travaglio chiamata transizione, in cui una donna raggiunge il suo punto di rottura. Non ce la faccio più; sente di non poter resistere. La donna che è in lei non è abbastanza forte”.

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E ancora: “Allora, in quella transizione, urla Mi sento morire perché è in quel momento che la donna muore come figlia per poter rinascere come madre. Una nuova rivoluzionata versione di sé stessa, con più forza di quella che credeva possibile”. Margherita non ha resistito e la cosa più atroce è che nessuno se ne è accorto. I funerali della donna non sono ancora stati annunciati, si attende prima l’autopsia sul corpo.

 

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