Italia in guerra contro Lubiana: ai ferri corti per la denominazione dell’Aceto Balsamico

La Slovenia ha richiesto di utilizzare il termine “Aceto Balsamico” per tutti i prodotti a base di mosto concentrato, i nostri Consorzi sono sul piede di guerra

 

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Non bastava la “Smoky Tomato Carbonara” lanciata qualche giorno fa dal New York Times a scatenare le furie di Coldiretti e associazioni di categoria che si sono sentire chiamate in causa per questa nuova versione rivisitata di un grande classico della cucina italiana.

Ora ci si mette anche la Slovenia che ha indirettamente evocato il nostro Paese chiedendo di utilizzare il termine “Aceto Balsamico per tutti i prodotti a base di mosto concentrato. Un affronto per i produttori del rinomato elisir ubicati principalmente in Emilia Romagna, patria riconosciuta a livello internazionale per questa Dop.

Una tematica scottante soprattutto perché poche settimane addietro la Treccani ha inserito nelle sue pagine la dicitura “Dop Economy”, come riconoscimento del lavoro coordinato di operatori, Consorzi di tutela, istituzioni che gravitano intorno alle nostre eccellenze.

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In ballo un giro d’affari di oltre un miliardo di euro e moltissima cultura della valorizzazione territoriale mandata al macero. Il governo sloveno ha infatti demandato alla Commissione Europea di ufficializzare la norma nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che consentirebbe a qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato di essere venduta con la denominazione di “Aceto Balsamico”.

Si tratta invece di sminuire un lavoro ed una produzione che in Italia ha regole e procedure ben definite da centinaia di anni. Per i non addetti ai lavori, stiamo parlando di un processo che, nella versione tradizionale, impiega 12 anni per passare dall’uva al prodotto in bottiglia. Una produzione quindi che ne giustifica anche l’alto costo sul mercato.

I Consorzi di Tutela hanno chiesto giustizia. Secondo la Coldiretti, che parla di un “inaccettabile scippo” da parte della Slovenia, un danno cospicuo su tutta la filiera dell’Aceto Balsamico e sui suoi produttori. Il neoministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli ha detto subito la sua chiamato in causa:

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La tutela del patrimonio enogastronomico italiano è una priorità del Governo, – ha detto Patuanelli – pertanto, anche in questo caso, faremo tutto il possibile per difendere l’Aceto Balsamico di Modena contro questi indebiti attacchi“.

 

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