Speranza: no alla seconda dose di vaccino per i guariti

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, dichiara la possibilità di escludere i guariti alla seconda somministrazione del vaccino 

Speranza covid-19
Il ministro della Salute Roberto Speranza (Getty Images)

Potrebbe essere una soluzione vantaggiosa quella annunciata dal ministro della salute, Roberto Speranza, sull’esclusione dei guariti dalla doppia iniezione. La richiesta ufficiale giunge all’Aifa dopo uno studio sulla produzione di anticorpi nei soggetti che sono guariti dal Covid.

Se l’ipotesi andasse in porto, si potrebbe pensare quindi ad una sola iniezione per i guariti; una soluzione che, parallelamente, consentirebbe di disporre di un maggior numero di vaccini. Considerati i ritardi nella campagna vaccinale e l’aumento dei contagi, anche a causa delle varianti, l’idea potrebbe raggiungere il suo obiettivo.

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Ministro Speranza: un’unica dose di vaccino per i guariti

unica dose di vaccino per i guariti
(Getty Images)

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Si attende la risposta dell’Aifa alla richiesta di poter procedere ad una sola somministrazione del vaccino per guariti da Covid. L’aumento degli anticorpi, in questi ultimi, permetterebbe una maggiore disponibilità di dosi per tutti gli altri. L’idea potrebbe riguardare però solo i soggetti guariti recentemente: i guariti dello scorso anno, infatti, non sarebbero più immuni.

Intanto, dopo l’annuncio da parte dell’agenzia AstraZeneca circa una riduzione dei vaccini pari al 50% del quantitativo pattuito con l’UE, giunge una buona notizia; l’agenzia, infatti, avrebbe confermato la distribuzione stabilita per il prossimo trimestre; previste, quindi 180 milioni di dosi per l’UE e oltre 20 milioni per l’Italia.

Da Pfizer, invece, arriva la notizia di una possibile terza dose che possa contrastare la variante sudafricana: ad oggi, quella meno suscettibile all’efficacia dei vaccini. Avrebbe, inoltre, scovato ben undici aziende in Europa in grado di poter procedere autonomamente alla produzione.

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(Getty Images)

Insomma, le continue retrocessioni nell’ambito della campagna vaccinale sembrano aver generato ipotesi e piani alternativi in grado di poter procedere il più speditamente possibile.