Due attacchi in Congo. 10 civili morti: 8 decapitati, 2 fucilati.

Anche questa volta i raid sono stati attribuiti alla famigerata milizia ugandese delle Forze Democratiche Alleate (ADF).

La violenza continua a macchiare la Repubblica Democratica del Congo, dove lo scorso lunedì 15 febbraio hanno perso la vita i due connazionali, l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, insieme all’autista del Pam Mustapha Milango. Gli ultimi attacchi registrati hanno colpito le città di Oicha e Kisima, vicino Beni, nella provincia del Nord Kivu. Le spedizioni erano state attribuite al gruppo ugandese della Allied Democratic Forces (ADF), l’organizzazione terroristica, protagonista delle ultime violenze nell’area di Beni, al confine con la vicinissima Uganda. L’ennesimo massacro ha registrato almeno a 13 persone uccise.

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Il bilancio delle vittime

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Anche questa volta, i raid della scorsa notte sono stati attribuiti al gruppo ugandese di stampo islamista (ADF), attivo nell’area sin dalla fine degli anni Ottanta. A dare la notizia è il tenente Jules Ngongo, portavoce dell’esercito nella provincia nord-orientale di Ituri. L’ufficiale ha precisato il bilancio delle vittime. Al momento sono 10 i civili uccisi. Sale a 8 il numero dei decapitati nel villaggio di Boyo; mentre altri 2 sono stati fucilati a Kainama, nel Nord Kivu. I due attacchi notturni sono stati confermati anche dai funzionari locali. Questi ultimi hanno inoltre riferito ulteriori informazioni sulle barbarie effettuate dall’organizzazione terroristica durante gli atti di violenza, come incendi e la totale distruzione delle abitazioni delle località colpite.

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Caso Luca Attanasio
Congo (Getty Images)

Il gruppo di stampo islamista è accusato di aver ucciso oltre 800 civili nell’ultimo anno nelle province di Nord-Kivu e Sud-Kivu.

Fonte Voanews