Api, nuova scoperta sui pesticidi fa scattare l’allarme: lo studio

Utilizzando i cosiddetti pesticidi neonicotinoidi si arrecherebbe un immane danno alla popolazione delle api che nidificano a terra: studio dai risultati sconvolgenti.

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(Getty Images)

Una recentissima ricerca dell’Università di Guelph ha valutato quelli che sono gli effetti dei pesticidi su quella famiglia di api che nidifica in terra, la cosiddetta “ape zucca”. Attraverso lo studio si è giunti ad una disarmante conclusione, ossia che l’utilizzo di pesticidi neonicotinoidi intaccherebbe irrimediabilmente gli operosi insetti stravolgendone il bioritmo.

Questo studio guadagna un ragguardevole primato essendo il primo ad occuparsi degli effetti di tali sostanze sulle api da terra. Sino ad oggi le valutazioni erano state effettuate esclusivamente su bombi ed api millifere.

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Studiare tale tipo di api è di fondamentale importanza in quanto sarebbero proprio loro ad impollinare le colture. Stando al professore e ricercatore dell’Università di Guelph, Nigel Raine, è noto alla comunità scientifica, riporta la redazione di CBC, che queste ultimi nidificherebbero all’interno dei campi e che la eventuale presenza di pesticidi rappresenterebbe di certo un attentato alla loro sopravvivenza.

Lo studio è partito da una studentessa di nome Susan Chan che ha portato avanti la ricerca per ben tre anni. Insieme al suo team si è dedicata alla coltura di zucche sottoponendole a tre tipi di adattamento. Il primo con un insetticida neonicotinoide chiamato imidacloprid sul terreno. Il secondo sempre un neonicotinoide, il thiamethoxam rivestendo i semi delle piante ed infine uno spray al clorantraniliprolo prima della fioritura. Ogni gruppo, trattato con differente pesticida, è stato contornato da un recinto ed all’interno di ognuno di essi sono state inserite otto api.

Una rivelazione scioccante” ha affermato la Chan quando hanno iniziato a vedersi i primi risultati. In particolar modo, a vedersi maggiormente erano gli effetti sulle api in cui gli insetticidi erano stati distribuiti direttamente sul terreno.

Proprio loro avrebbero nidificato in misura inferiore rispetto al normale dell’85%. Ciò significa che hanno scavato di meno e di conseguenza impollinato di meno di circa cinque volte rispetto alla norma. I ricercatori non sapevano quali fattori e con quale incidenza le api avrebbero mutato il loro bioritrmo.

La dottoressa Chan, stanti i risultati ottenuti ha quindi intenzione di portare la sua ricerca dinnanzi all’Agenzia di regolamentazione della gestione dei parassiti. A suo avviso, quanto scoperto è di fondamentale importanza e gli agricoltori devono saperlo, al fine di evitare  di distribuire tali pesticidi sl terreno. Alcuni già venutine a conoscenza hanno smesso di farlo. L’intento della Chan è, dunque, quello che si giunga ad una modifica dal punto legislativo.

Andare a contrastare l’attività delle api significa anche un grande danno nei confronti degli stessi agricoltori, i quali sanno bene che senza di loro le colture morirebbero.

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Api
(Getty Images)

La dottoressa, riporta la CBC, ha dichiarato di saper bene che gli agricoltori ci tengono alle api perché ne riconoscono la fondamentale posizione all’interno del ciclo produttivo.

M.S.