Madre accusata del duplice omicidio dei figli: il piano della donna secondo l’accusa

Una madre è accusata dell’omicidio di entrambi i suoi figli: la morte dei due, avvenuta a distanza di anni, era stata trattata per entrambi come suicidio.

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Ha del macabro quanto accaduto a Gold Coast, una regione metropolitana a sud di Brisbane, sulla costa orientale dell’Australia. Una donna è accusata di aver ucciso entrambi i suoi figli somministrandogli dei medicinali al fine di ottenere dei guadagni.

Jonathan Crabtree, 26 anni, è morto nel 2017 mentre la sorella Erin, 18 anni, nel 2012. Ad essere coinvolta, in veste di vittima, anche la fidanzata del ragazzo, che ha testimoniato al processo. I due decessi sono stati dapprima trattati come suicidi e solo nel 2018 si è arrivati all’incriminazione della donna.

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Si chiama Maree Crabtree, la madre accusata dell’omicidio dei suoi due figli, Jonathan ed Erin. Secondo l’accusa, stando a quanto riportato dai media locali e dalla redazione di ABC, la donna avrebbe somministrato loro dei medicinali con l’inganno – inserendoglieli nel cibo e nelle bevande- ed a seguito della loro morte richiesto un risarcimento milionario. Stando alla ricostruzione dei fatti, emersa a processo, anche la fidanzata del figlio, Katelyn Lofts, sarebbe stata drogata. Fortunatamente, però, sarebbe riuscita a salvarsi.

Proprio lei è stata una delle testimoni chiave. La giovane ha dichiarato che il compagno era controllato dalla madre in ogni singolo aspetto della sua vita. Avrebbe voluto fuggire dalla donna, ma non riusciva ad andare via. Inoltre, Katelyn avrebbe anche riferito che il fidanzato più volte le aveva ripetuto che sua madre non volesse che intrattenesse dei rapporti con amici o che parlasse della morte della sorella.

La coppia è stata insieme quasi un anno e mezzo, e la ragazza ha ammesso alla Corte di sapere che il fidanzato assumeva farmaci che non gli servivano e, spesso, pare si verificassero episodi di violenza ai suoi danni. Anche Katelyn sarebbe stata drogata in diverse occasioni, per sua stessa ammissione. Alla giuria ha detto che per tre volte, dopo aver bevuto in casa della Crabtree si sarebbe addormentata di colpo e poi risvegliatasi intontita. Alla domanda del Procuratore, sul perché avesse continuato ad accettare da bere in casa dell’imputata, la ragazza avrebbe detto che ingenuamente era certa che non si sarebbero riverificati più quei fatti.

Nel corso del processo ha deposto anche un’amica di Jonathan, Cassandra Hopper. La donna, riferisce ABC, ha affermato che il ragazzo in diverse occasioni le aveva confidato di volersi suicidare e che la sorella era morta di cancro. Anche lei ha confermato che la madre del giovane, con quest’ultimo, era molto possessiva. Ad esempio, i due avevano un profilo condiviso su Facebook: nessuna privacy, nessuna riservatezza.

Un altro episodio inquietante è stato riferito alla Corte. Nel 2015 pare che Jonathan ebbe un incidente e che poco prima aveva inviato un messaggio in cui diceva alla fidanzata di volerla fare finita. Il giovane, però, risvegliatosi in ospedale avrebbe negato di aver mandato quell’sms. Una circostanza dimostrante per l’ennesima volta che potesse essere stata la madre ad inoltrarlo.

Anche l’ex compagno della signora Crabtree, Peter McMahon, sarebbe stato sentito. L’uomo ha affermato che quando ha convissuto con la famiglia, i ragazzi non avevano problemi di salute. Solo alcuni anni dopo dalla convivenza, la giovane Erin avrebbe iniziato a chiudersi in sé stessa, senza un apparente motivo. Alla corte avrebbe detto: “Era – riporta ABC- una ragazza molto sana e molto loquace. Ad un certo punto ha iniziato a non mangiare, non interagiva più“.  Anche lui avrebbe confermato l’ipotesi degli inquirenti: a suo avviso la donna avvelenava il cibo, perché ad un certo punto avrebbe iniziato a sentire dei sapori strani nei pasti.

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Inghilterra donna uccisa smembrata ragazzo
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A breve sarà fissata una nuova udienza in cui verranno ascoltati altri testimoni. Secondo quanto riferisce la ABC, pare che saranno oltre 100 le persone sentite dalla Corte.