Ragazzo ucciso con un pugno: la giustificazione del presunto assassino al processo

Un ragazzo è morto dopo essere stato colpito con un solo pugno che gli avrebbe fratturato il cranio: il presunto assassino, a processo, avrebbe fornito una giustificazione.

Tribunale
(Getty Images)

Aveva solo 20 anni il giovane Dean Skillin, morto dopo aver ricevuto un solo pugno in pieno volto che gli avrebbe fratturato il cranio. Prima ancora di toccare terra, il ragazzo era ormai morto. Per il suo omicidio è stato portato alla sbarra Brandon Sillence, un uomo amante della boxe, che al processo si sarebbe giustificato dicendo che si sarebbe trattato nient’altro che di uno schiaffo.

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Il giovane Dean Skillin ha subito una frattura al cranio dopo essere stato colpito da Brandon Sillence a Bangor (Galles, Regno Unito) lo scorso 19 settembre, all’uscita del Waverley Hotel. Questo quanto sarebbe emerso da una prima ricostruzione effettuata dal Procuratore John Philpotts alla Caernarfon Crown Court, Tribunale dinnanzi al quale si sta tenendo il processo per la morte del ragazzo.

L’imputato, sin da subito, ha respinto ogni addebito negando l’omicidio volontario ma ammettendo l’ipotesi del delitto colposo. Avrebbe altresì colpito il cugino della vittima, Taylor Lock.

Il Procuratore, presentando il caso alla Corte, ha riferito che la vittima, in compagnia di alcuni amici, sarebbe stata colpita a morte all’esterno della struttura ricettiva in cui si trovava anche l’accusato. Quello che ancora nessuno sapeva e che dal momento in cui lasciavano l’albergo a Dean Skillin erano rimasti solo pochi minuti di vita.

L’omicidio sarebbe avvenuto, riporta la BBC, senza alcun tipo di motivo apparente per l’accusa. Il 20enne sarebbe stato ucciso senza aver provocato il Sillence. Quest’ultimo si sarebbe scagliato sia contro Skillin che il cugino, i quali erano rimasti disorientati dal suo atteggiamento aggressivo. Nel corso della ricostruzione del Procuratore, in aula sono state mostrate le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza.

Purtroppo, nonostante l’intervento repentino dei soccorsi ed il trasporto in ospedale, il giovane non ce l’avrebbe fatta, venendo dichiarato morto il mattino seguente in ospedale. In realtà, pare che la sua vita sia stata spezzata già davanti l’albergo. “Era effettivamente morto fuori dal Waverley Hotel. Era morto prima di toccare il suolo“. Queste le parole del Procuratore. Il ragazzo, riferisce la BBC, aveva subito una frattura alla base del cranio ed un’emorragia subaracnoidea catastrofica, lasciandolo cerebralmente morto.

Oltre agli operatori sanitari, sul luogo dei fatti, è sopraggiunta anche la polizia che ha arrestato Sillence e lo ha sottoposto ad interrogatorio. L’uomo avrebbe riferito agli inquirenti di aver colpito la coppia di cugini una volta ciascuno, perché temeva che stessero per attaccare un suo amico. Ha aggiunto, inoltre, di averli semmai “schiaffeggiati” in segno di avvertimento, non avendo intenzione di causare alcun danno grave.

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Ma per l’accusa non sarebbe una giustificazione plausibile; non può essersi trattato di uno schiaffo, né tantomeno di un gesto d’avvertimento. Inoltre, per il Procuratore il Sillence era ben conscio del danno che avrebbe arrecato.