Alexei Navalny, la portavoce: “potrebbe morire in pochi giorni”

Da tre settimane in sciopero della fame nella colonia di Pokrov, il leader dell’opposizione politica è in gravissime condizioni.

 

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Questo sabato 17 aprile, il personale medico vicino ad Alexei Navalny ha annunciato la triste notizia: l’avversario del potere russo potrebbe subire un arresto cardiaco in qualsiasi momento. A confermarlo è anche la sua portavoce, Kira Iarmych, la quale dichiara chiaramente su Facebook che il leader dell’opposizione russa necessita di urgente ricovero in terapia intensiva. Le sue condizioni di salute attuali sono gravissime: “Navalny sta morendo, la sua situazione è questione di giorni.

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USA: “Vi saranno conseguenze se Navalny muore in carcere”

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In sciopero della fame, il principale critico del Cremlino ha smesso di mangiare dal 31 marzo per protestare contro la pessima amministrazione della colonia penale di Pokrov, dove è attualmente detenuto. Secondo quanto riferiscono i suoi avvocati tramite i social networks, Navalny è in gravissime condizioni fisiche, tra forti dolori alla schiena e perdita di sensibilità alla gamba destra.

Stando a quanto riferisce la sua portavoce in un post Facebook, Navalny ha perso molti chili e i suoi ultimi esami del sangue non sono rassicuranti. Dall’analisi è emerso un elevato livello di potassio: la spia di malfunzionamento del fegato rende sempre più concreta la possibilità di improvviso arresto cardiaco. Dal carcere, il suo medico Yaroslav Ashikhmin conferma: “Un paziente con un livello di potassio così alto dovrebbe essere ricoverato in terapia intensiva poiché è molto probabile lo sviluppo di un’aritmia fatale. […] Potrebbe morire in qualsiasi momento.

La risposta degli USA è chiara: “Se Navalny muore in carcere, le autorità russe saranno considerate responsabili dalla comunità internazionale.“, ha riferito Andrew Sullivan, il consigliere per la Sicurezza Nazionale di Joe Biden.

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La moglie Yulia Navalnaya ha precisato che il marito ha perso 9 kg dall’inizio dello sciopero della fame.

Fonte BBC