Covid-19, l’Italia torna quasi interamente in zona gialla: cosa si può fare

Da oggi l’Italia “riapre”: con la reintroduzione delle zona gialla, le Regioni classificate con basso rischio di contagio potranno iniziare a ripartire.

Italia zona gialla cosa si può fare
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Con l’ultimo Decreto Legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale dal Governo, l’Italia tornerà a tingersi di giallo. Tale circostanza si traduce in una seppur timida ripartenza, con disposizioni che nelle zone a basso rischio di contagio consentiranno ad alcune attività – in primis quelle operanti nel settore della ristorazione– di ritornare ad aprire.

Cosa cambia da oggi in zona gialla? Stando alle misure imposte nell’ultimo decreto, pur rimanendo in vigore il coprifuoco, i ristoranti saranno aperti a pranzo e cena purché ricevano i propri commensali all’aperto. Ma non solo.

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Zona gialla, come riapre l’Italia: tutto quello che c’è da sapere

Ristorante
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Gli italiani, quantomeno in zona gialla, potranno tornare ad assaporare un minimo di normalità. Torneranno, infatti, a potersi sedere ai tavoli dei ristoranti e dei bar, a patto che siano all’aperto. Ciò varrà sia per il pranzo che per la cena.

Altra importante novità riguarda i cinema, i quali potranno riaprire le loro porte, come anche i teatri. Addirittura, per gli amanti dello sport amatoriale, tornerà la possibilità di giocare a calcetto. Unica preclusione: sarà inibito l’utilizzo degli spogliatoi.

Da oggi sono ben quindici le regioni che tornano in zona gialla (fatta eccezione per la Sardegna allocata in zona rossa, nonché il meridione e la Valle d’Aosta in arancione). Tra regioni gialle, ci si potrà muovere liberamente. Per spostarsi, invece, in una zona arancione o rossa servirà il cosiddetto Certificato Verde. Questo documento – della validità di sei mesi perché ottenuto a seguito di vaccinazione o di negativizzazione dal virus ovvero di 48 ore se invece a seguito di tampone negativo- determinerà la possibilità di viaggiare.

Un nuovo passo in avanti, dunque, che le istituzioni però invitano a non leggere come un liberi tutti. Bisogna continuare ad essere cauti e prudenti per evitare di incorrere in facilonerie che potrebbero pregiudicare queste riaperture.

Tornando al coprifuoco, questa disposizione ha generato non poche tensioni all’interno del Governo. Al momento fissato sempre dalle 22 alle 5, non ha raccolto i favori dell’opposizione, in particolare quelli della Lega che spinge per un passaggio alle 23. In ogni caso, l’Esecutivo revisionerà la sua decisione intorno alla metà del prossimo mese.

Un’apertura c’è stata anche sulle visite a parenti ed amici non conviventi. A far data da oggi, infatti, il numero di persone che potranno essere ricevute sale a 4 (dal cui computo vanno esclusi, ora, tutti i minori di anni 18 ed i soggetti affetti da disabilità). Le visite sono, invece, vietate in zona rossa e limitate al proprio comune di residenza in zona arancione.

In zona arancione i negozi continueranno a rimanere aperti, in zona rossa solo quelli che erogano e vendono beni di prima necessità. Si parla di alimentari, farmacie, tabacchini e tutti quelli inseriti all’interno dell’All.23 dell’ultimo Dpcm del 2 marzo scorso.

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Coronavirus Milano
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Di certo a non cambiare la disposizione per la quale, vaccinati o meno, anche in zona bianca bisognerà continuare ad indossare la mascherina anche all’aperto e rispettare il distanziamento sociale. A non far cadere l’obbligo anche se ci si trova tra vaccinati. Il dpi resta obbligatorio, almeno per il momento.