Nuovo Scandalo a Striscia la Notizia: questa volta la situazione è davvero pesante

Striscia la Notizia. Il tg satirico di Canale 5 si è occupato di un’importante questione che dovrebbe far riflettere e aprire gli occhi a tutti i consumatori italiani. Il servizio di Max Laudadio scoperchia frodi e magagne di enorme gravità

 

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I conduttori e gli autori di Striscia la Notizia sono stati ultimamente oggetto di aspre critiche per via di battute poco edificanti e servizi tacciati come razzisti. Si è spostato, dunque, il focus dell’attenzione su quello che è sempre stato il compito principale che il programma si è posto fin dagli esordi: quello di denunciare scandali e magagne in modo da allertare e informare il pubblico italiano.

Il servizio di Max Laudadio, mandato in onda il 29 aprile, ritorna su questo filone. Oggetto della discussione è stato un maxi sequestro in Toscana di conserve di pomodoro che sarebbero finite sulle nostre tavole. Cosa è accaduto?

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Striscia la Notizia: il servizio scandalo di Max Laudadio

Striscia la Notizia sequestro pomodoro
Striscia la Notizia – Screen MediasetPlay

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Striscia la Notizia porta all’attenzione del pubblico il caso del pomodoro cinese spacciato per italiano, fatto di cui il tg satirico si occupò ben tre anni fa, precisamente nell’aprile 2018.

L’inviato Max Laudadio in quell’occasione intervistò Jean Baptiste Malet, autore del libro Rosso Marcio, nel quale parlava proprio di questa incresciosa situazione. Quello che noi leggiamo sulle etichette non corrisponderebbe a verità. Un prodotto 100% italiano in realtà consiste in una percentuale minore, mischiata a materie prime provenienti da altri paesi come la Cina, ma non solo.

“L’Italia è il primo importatore del prodotto cinese” – aveva detto Malet. Dalla sua inchiesta è emerso che gli italiani sono andati in Cina a costruire stabilimenti per abbattere i costi, trasformando prodotti di bassa qualità e sfruttando anche il lavoro minorile. Inoltre, altro fatto gravissimo sarebbe l’ulilizzo di agenti chimici che sono consentiti nel paese asiatico ma assolutamente vietati dall’Unione Europea.

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Il paradosso? Il libro Rosso Marcio, tradotto in 8 lingue e vincitore di numerosi premi, dopo l’intervista del suo autore a Striscia la Notizia, fu ritirato dal mercato italiano a seguito di una denuncia di una delle aziende produttrici citate nell’opera dello stesso Malet. Adesso è introvabile.