Roberto Succo: lo spietato killer dagli Occhi di Ghiaccio

Nell’aprile del 1981 Roberto Succo uccise i suoi genitori: sarà l’inizio della sua carriera da Killer

 

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Una storia agghiacciante quella di Roberto Succo, un giovane originario di Venezia che costellò la sua esistenza di svariati episodi di violenza carnale e omicidi efferati. Comincia presto Roberto, a 19 anni, quando uccide – pugnalandola – sua madre e poi attende, con spietata lucidità, l’arrivo del padre per colpirlo mortalmente con un’ascia.

Un duplice omicidio effettuato con una semplicità disarmante, senza un motivo. Quindi, Roberto si allontana e dando avvio alla sua storia che si svolgerà tra Italia, Francia e Svizzera. La sua furia omicida non si arresterà: l’inizio di lunga serie di crimini culminerà con un suicidio.

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Roberto Succo: l’odissea di un delirio

Roberto Succo: un killer spietato
(Photo by Peter Macdiarmid/Getty Images)

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Ai poliziotti non servirà molto tempo, dopo aver scoperto i cadaveri nella vasca da bagno, per sospettare del figlio e mettersene alla ricerca. Roberto Succo verrà rintracciato in Friuli e condotto in commissariato. Più tardi confesserà i delitti descrivendone la dinamica e fornendo un flebile movente.

La schizofrenia diagnosticatagli ne impedirà l’imputabilità: Roberto sarà trasferito presso il manicomio criminale di Reggio Emilia e dovrà restarci per 10 anni. L’uomo però ne trascorrerà solo 7; dopo anni di detenzione “serena”, durante i quali si diploma e si iscrive all’università, fugge approfittando di un’uscita per motivi di studio. Per due anni farà perdere le proprie tracce fino a quando sarà ritrovato, con un altro nome, in Francia.

Il ragazzo ha accresciuto  la lista dei crimini con violenze d’ogni genere: oltre ai genitori, ad un ispettore di polizia francese, c’è una ragazza massacrata, un medico, una donna e un poliziotto svizzero uccisi. E poi ci sono le violenze compiute ai danni di donne rapite e violentate. Rinchiuso nel carcere di Treviso, farà ancora parlare di sé approfittando della distrazione degli agenti per salire sui tetti, ma nel tentativo di saltare su un terrazzo, cade ferendosi.

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Succo viene trasferito nel carcere di Vicenza, il luogo che segnerà l’epilogo di questa agghiacciante storia. Tra il 22 e il 23 maggio 1988, coperto con un cuscino e con la testa avvolta in un sacchetto, l’uomo si lascerà morire soffocato con il gas di una bomboletta.