Storie italiane, l’appello di Antonio Ciontoli: “Basta con la pressione mediatica”

E’ in onda una nuova puntata di Storie Italiane e il caso Vannini è l’argomento del giorno. La dichiarazione di Ciontoli è imbarazzante

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Marco Vannini e Marina Conte (Instagram)

Ieri, dopo sei anni di falsità e sotterfugi, la giustizia è stata fatta. La sentenza in Cassazione per il caso Vannini è stata confermata e la famiglia Ciontoli è stata condannata dai 9 ai 14 anni di carcere. Oggi Marina e Valerio, i genitori di Marco, sono in collegamento con Eleonora Daniele a Storie Italiane. “Forse loro non hanno ben capito che hanno ucciso un ragazzo di vent’anni che implorava – afferma la mamma di Vannini – soprattutto Martina che è la ragazza di Marco che doveva amarlo e parlava di sposarsi e avere dei figli insieme”. E poi lo sfogo: “Lo hanno lasciato morire come un cane anzi peggio di un cane”. 

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Caso Vannini: Marina non crede al Ciontoli

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Storie italiane (Screenshot)

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A pochi giorni dalla sentenza in Cassazione, Antonio Ciontoli aveva scritto una lettera per chiedere perdono e aiuto. Quelle parole sono rimbombate nella testa di molti come un modo per corrompere ed anche Marina non ha creduto a niente di quello che è stato dichiarato dall’assassino di suo figlio: “Il Ciontoli ogni volta a sentenze ha fatto letterine, non per me e Valerio – afferma – se voleva il perdono da noi ogni momento poteva venire sotto casa”. Poi continua: ” Io se avessi fatto una cosa del genere mi sarei incatenata al cancello – e poi dichiara – lui deve pagare”. Secondo le analisi e le varie indagini di tutti questi anni Marco Vannini sarebbe potuto essere vivo se all’epoca qualcuno avesse immediatamente chiamato i soccorsi.

Antonio Ciontoli contro i media

Dopo la sentenza del 3 maggio 2021, Antonio Ciontoli ha dichiarato di essere esausto e di sentirsi in colpa per tutta la sua famiglia. “La sentenza è ingiusta, la mia famiglia è innocente, sono intervenuti troppo le persone mediatiche, i giornalisti, le televisione e la politica”. Ha affermato l’assassino in un’intervista al TPI. “Come giudicate queste parole?”, chiede la Daniele a Valerio, il padre di Marco. “Loro hanno sempre sostenuto la loro tesi e hanno sempre sostenuto che quella tesi era la verità – continua – però la verità non può essere basata solo sulle loro parole perché erano gli unici testimoni di quella sera”. Anche Cecchi Paone dice la sua in diretta a Storie Italiane: “E’ incredibile che non capiscano o fingano di non capire – spiega – che la cosa più orrenda in tutte le morti di ragazzi giovani qui c’è qualcosa di più, qui c’è l’abbandono di un ragazzo in condizioni disperate ma in condizioni tali da poter essere salvato – continua – ed è per questo, credo, che tutti gli italiani sono convinti della giustizia della sentenza di oggi ed è per questo che i media, i politici sono intervenuti più che nel passato”. 

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(Screenshot)

Anche Vladimir Luxuria, ospite in studio ha voluto dedicare due parole al caso e in particolare ai genitori della vittima: “Siete straordinari, immagino quante volte avete promesso a Marco che giustizia sarebbe stata fatta – afferma – questa sentenza non è solo rendere giustizia a Marco ma è rendere giustizia all’intelligenza degli italiani”.