Censura Biancaneve: bufera sul bacio non consensuale del principe. La verità

Scuote politica ed attivisti della penisola il bacio non consensuale su Biancaneve: ecco la verità sulle polemiche e la sua attuale chiave di lettura.

Biancaneve censura bacio politically correct
Biancaneve (Getty Images)

A sole ventiquattr’ore di distanza dal fatidico venerdì sera che ha innescato un turbinio di polemiche nella penisola italiana con “Felicissima Sera”. E’ giunta oltreoceano la polemica sulla celebre fiaba. Riscritta nell’800 dai fratelli Grimm. E poi ripresa dalla Disney nella maniera più soft possibile in “Biancaneve“. Si è vivacemente discusso nelle ultime ore a tal proposito. Ed in particolar modo in merito al bacio ricevuto nottetempo dal suo principe. I sogni svanirebbero. Oggi il bacio alla principessa sarebbe stato destinato ad una censura. E ad essere definito, razionalmente, come “non consensuale“.

Mai come in questi ultimi sette giorni l’Italia ha mostrato una profonda scissione politica ed intellettuale. In primis la messa in gioco di valori come la libertà d’espressione. Rivendicata dal coraggioso rapper Fedez sul palco del 1° maggio. Poi altre questioni portate “superficialmente” in causa da PioAmedeo come il “politically correct“. E adesso il bacio di Biancaneve. Ma si può ricondurre tutto ad un unico discorso?  Ognuno degli accadimenti ha generato risposte ed opinioni provenienti da ogni parte. Repentino ad intervenire in prima linea si schiererà il leader della Lega, Matteo Salvini.

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Censura Biancaneve e bufera sul bacio “non consensuale” del principe: qual’è la verità?

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Sorriso beffardo alla mano ed il tentativo di mascherarsi in cantautore della verità. “Alla faccia di censura e stupidità, viva Biancaneve, il Principe Azzurro e il loro bacio, viva le fiabe, il sorriso e la libertà!“. Salvini difende sì ad ogni costo la storica vicenda. La quale ha fatto sognare miriadi di generazione. Ma attenzione. Quanto il gesto non consensuale del principe.

La notizia arriva dagli USA. Nasce tutto dalla riproposizione di uno degli spettacoli nel parco a tema di “Disneyland“. In cui i bambini avranno l’onore di godere al vivo del momento ‘clou’ della fiaba. Quest’ultima è stata poi trasformata velocemente in polemica. Ma allora, a questo punto, quale sarebbe la giusta chiave di lettura? E’ davvero necessario bandire una fiaba storica oppure difenderla a partito preso? E se la soluzione stesse nel mezzo?

Risponde invece secondo il parere del web: in maniera molto esaustiva ed “attuale”, l’autrice fiorentina Carlotta Vagnoli. Sostenuta in seguito da molti attivisti, critici ed altrettanto noti autori italiani.

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Un post condiviso da Carlotta Vagnoli (@carlottavagnoli)

Le fiabe sono […] uno strumento che, per definizione, dovrebbe quantomeno tenere di conto dell’evoluzione culturale e che dovrebbe poter essere letto in chiave contemporanea con un aspetto critico che ne disciplini la complessità. Perciò, continuare a dire “non toccate le fiabe” non solo è un atteggiamento completamente anacronistico, ma impedisce anche un approccio critico a ciò che passivamente subiamo da secoli”.