Covid-19, atteso il monitoraggio dell’Iss: le regioni che potrebbero cambiare colore

Oggi, venerdì 14 maggio, verrà reso noto il consueto monitoraggio sull’epidemia da Covid-19 con il quale le regioni verranno collocate nelle diverse zone.

Covid-19 monitoraggio colore regioni
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Il quadro epidemiologico italiano sembra tendere al miglioramento. Gli ultimi dati parlano di un calo dei contagi e della pressione sulle strutture sanitarie. Un gran risultato frutto, ovviamente, dell’impegno dei cittadini in uno alla speditezza della campagna vaccinale. Oggi, l’Istituto Superiore di Sanità nel suo consueto monitoraggio potrebbe fornirne conferma con la collocazione di quasi tutto il Paese in zona gialla. Sì, quasi, perché pare che, dalle ultime rilevazioni, c’è chi ancora dovrà attendere per vedere un allentamento delle misure.

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Covid-19, monitoraggio del Ministero della Salute: i colori delle regioni

Coronavirus bollettino 10 maggio
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Già dallo scorso monitoraggio è parso subito evidente che l’epidemia avesse subito un considerevole rallentamento. In particolare, con la collocazione di quasi tutta l’Italia in giallo, il segnale è stato quello di una ripresa. A rimanere arancioni pochissime regioni come la Sicilia, la Sardegna e la Valle d’Aosta. Oggi con trepidante attesa gli isolani attendono il tanto anelato cambiamento. Stando ai dati attualmente in possesso del Ministero, riporta Fanpage, è, infatti, altamente probabile che le due Isole Maggiori vengano collocate in una fascia di minor rischio. Diverse le considerazioni per la Valle d’Aosta la quale, invece, secondo le previsioni potrebbe veder confermato il suo attuale stato. Da lunedì 17 maggio, quindi, dovrebbe rappresentare l’unica eccezione alla zona gialle.

Si tratta ovviamente di ipotesi, bisognerà attendere l’ufficialità da parte dell’ISS e l’ordinanza confermativa del Ministero della Salute. Le Regioni tuttavia, a prescindere dal traguardo raggiunto, a gran voce chiedono una rimodulazione dei parametri per valutare l’indice Rt. Sul punto il Governo, però, non si è ancora espresso. Certo è che se la richiesta venisse ascoltata di certo il metodo sulla collocazione delle Regioni nelle varie zone di rischio sarebbe destinata a mutare.

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Scongiurato, quindi, il timore di alcune Regioni – come Campania e Lombardia– di tornare in arancione. Un’ipotesi che aveva preso piede nel corso di questa settimana, ma che i rispettivi Governatori avevano smontato parlando di dati ottimali.

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Nonostante l’Rt abbia fatto registrare un aumento, di contro l’allarme pressione sulle strutture ospedaliere è rientrato, pertanto non vi sarebbe alcun rischio. Secondo i dati, forniti dal Ministero della Salute ieri, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono scesi a 1.893, mentre sono 13.608 i soggetti ricoverati con sintomi.