Milena Quaglini: una criminale, insieme vittima e carnefice

Una vita tormentata e infelice. La storia di Milena Quaglini, una criminale che uccise per tre volte, prima di suicidarsi 

 

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Un’esistenza infelice quella di Milena Quaglini, consumata tra la ricerca affannosa di denaro per vivere, violenze ed abusi, depressione e dipendenza da alcool. Poi, gli omicidi. Una vita che la donna ha voluto troncare, il 16 ottobre del 2001, strozzandosi con un lenzuolo nel carcere di Vigevano dove si trovava.

Si conclude così la storia di una donna killer che, sulla sua strada, ha incontrato quasi sempre le persone sbagliate. I tre delitti che le furono attribuiti, infatti, riguardarono tre uomini che anziché fornirle un’ancora di salvezza, come ci si sarebbe aspettato, si sono approfittati di lei.

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Milena Quaglini nasce a Mezzanino, in provincia di Pavia, tirata su da un padre violento ed alcolista e una madre accondiscendente e priva di polso. Cerca di rendersi indipendente immediatamente dopo il diploma trasferendosi e facendo lavori saltuari. Trova l’amore con un uomo che sposerà e con cui avrà un figlio. Ma durerà poco: la morte dell’uomo la getterà nella depressione e nell’alcool.

Trovata una nuova occupazione, conoscerà il suo secondo marito, Mario Fogli, con il quale avrà due figlie. L’uomo però rivelerà un carattere violento. Gretto e morbosamente geloso, al punto da ordinarle di licenziarsi, dedito all’alcool e incapace di conservare un lavoro. Senza denaro, la donna cercherà di risolvere con un impiego da badante. L’ottantatreenne di cui dovrà occuparsi, Giusto Dalla Pozza, le presterà anche del denaro, salvo poi ricattarla ed aver tentato di stuprarla.

Un colpo alla testa, con una lampada: così perse la vita l’uomo qualche giorno dopo. Il fatto però non fu trattato come omicidio e la Quaglini tornò nuovamente con il Fogli. Ricominciarono le liti e, con esse, anche l’alcool e la depressione. Esasperata e ubriaca ucciderà il marito strangolandolo. Quindi, avviserà i carabinieri. Sarà condannata a 6 anni e 8 mesi da scontare ai domiciliari grazie al riconoscimento della semi infermità.

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Alla cerchia degli uomini violenti incontrati dalla donna si aggiungerà un nuovo membro: Angelo Porrello, un violento e pedofilo. Morirà per affogamento dopo aver violentato più volte Milena.