Scomparsi | Luigi Fanelli, il militare innamoratosi della donna sbagliata

Luigi Fanelli è scomparso il 26 settembre del 1997 a soli 19 anni: era un militare di stanza alla Caserma Briscese di Bari.

Luigi Fanelli
Luigi Fanelli (Chi l’ha visto?)

Era in permesso Luigi Fanelli il 26 settembre del 1997, giorno in cui scomparve nel nulla. Un ragazzo, recluta nell’Esercito presso la Caserma Briscese di Bari, di cui si sono perse le tracce proprio nel capoluogo pugliese. Aveva solo 19 anni quanto la sua famiglia non ebbe più alcuna sua notizia.

Intorno alle 21 aveva salutato i suoi genitori prima di uscire di casa e disse loro che non sarebbe rientrato tardi. Una promessa, purtroppo, infranta. Cosa è accadde al giovane Luigi? Dove venne visto per l’ultima volta?

Luigi Fanelli, il militare scomparso da Bari il 26 settembre del 1999

Dopo aver salutato i genitori Luigi raggiunse degli amici e da uno di loro si fece poi accompagnare presso un’enoteca. Il Ridemus, un locale dove incontrò Fausta, sua ex fidanzata. Con quest’ultima pare ebbero un litigio all’esito del quale la ragazza si allontanò.

Carabinieri
Carabinieri (Shjmira – Adobe Stock)

Gli amici, all’epoca, riferirono che Luigi dopo essersi trattenuto per un altro po’ di tempo lasciò l’enoteca a bordo di un motorino nero guidato da una persona che loro non avevano mai visto prima. Da quel momento inizia il giallo.

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Preoccupati per il mancato rientro i familiari decisero di sporgere denuncia di scomparsa. Vennero attivate immediatamente le indagini e due amici di Luigi – Francesco e Paolo– furono accusati di falsa testimonianza. Ipotesi di reato subito smontate dal Gip. La richiesta di arresto venne avanzata dal Pubblico Ministero titolare del caso il quale ritenne che i due ragazzi stessero nascondendo qualcosa.

Dopo l’archiviazione, il caso di Luigi Fanelli tornò nell’ombra. Le indagini si impantanarono e l’unica pista rimaneva quella del motorino nero e dello sconosciuto. Una circostanza quantomeno curiosa, considerato che quando si verificarono i fatti il locale era pieno. Nessuno però aveva visto nulla. Di quanto accaduto si è occupata la redazione di “Chi l’ha visto?” la quale riuscì a trovare uno dei due amici, Paolo, il quale confermò quanto riferito agli inquirenti. Francesco, anch’egli ex fidanzato di Fausta, invece risultò irreperibile. Anche la famiglia cercò più volte di mettersi in contatto con lui, ma senza esito.

All’esito di più approfondite indagini si scoprì che Luigi avrebbe schiaffeggiato Fausta spinto da un moto di gelosia ed accusando gli amici di averla trascinata in una cerchia di amicizie pericolose. L’esercito aprì come da protocollo un processo a carico di Luigi Fanelli per diserzione dal quale poi il giovane venne assolto. Nel corso di quel giudizio, però, spuntarono numerose incongruenze tra i testi. Una circostanza che indusse la Procura e la DDA ad aprire un fascicolo d’indagine per l’omicidio del 19enne.

Nelle more, uno dei due ragazzi che era stato accusato di falsa testimonianza (accusa poi decaduta), Paolo, venne arrestato per altri fatti: l’ipotesi era quella di omicidio. Per la Procura avrebbe ucciso il fratello della sua fidanzata. La madre di Luigi, proprio in merito a tale accadimento disse che il ragazzo girava per la città minacciando le persone con una frase inquietante: “Ti faccio fare la fine del militare”.

A distanza di alcuni anni, gli inquirenti misero in manette altri due giovani, ritenuti essere coinvolti con la sparizione del 19enne. Aldo Iacobelli, tenente dei Carabinieri – stando a quanto riporta “Chi l’ha visto?”- disse che nel 2001 le indagini su Luigi Fanelli vennero riaperte all’esito dell’acquisizione di alcune testimonianze che all’epoca dei fatti non erano state raccolte. Ad essere ricostruito il momento in cui il giovane incontrò i suoi amici tra cui Paolo Masciopinto, Francesco Sciacqua e Filippo di Venere.

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L’alto ufficiale dei Carabinieri riferì che nel ’97 non vennero passati al vaglio i tabulati telefonici. Ebbene da una approfondita analisi emerse che tra le 24 e l’1 della notte della scomparsa vennero rintracciate due telefonate ad uno dei tre amici di cui una partita dal cellulare di Fausta. La ragazza che prima smentì di aver chiamato per chiedere aiuto, ritrattò chiedendo verità. La giovane riferì che dal rumore sentito, sembrava si trovassero in aperta campagna. Per tale ragione decise di aiutare gli inquirenti. Anche lei risultò indagata, ma volle collaborare. Secondo Iacobelli, la sua testimonianza era di fondamentale importanza per la risoluzione del caso. La sua telefonata, disse, fu determinante per le sorti di Fanelli divenendo il pretesto per i tre amici per mettere in atto il loro piano.

Gli anni passarono e ad un certo punto Paolo Masciopinto divenne collaboratore di giustizia. Fu lui ad accusarsi dell’omicidio di Luigi Fanelli. I suoi resti, però, non vennero mai recuperati in quanto nel luogo indicato non fu trovato alcunché. Masciopinto ed un’altra persona nel 2008 vennero assolti dalla Cassazione dall’accusa di omicidio.

Tribunale martina rossi
Tribunale (Getty Images)

Purtroppo ad oggi i familiari del povero Luigi Fanelli non sanno cosa è accaduto al figlio. La madre più volte ha chiesto verità, affermando che il 19enne sarebbe morto solo perché innamoratosi della ragazza sbagliata.