Scomparsi | Paola Costantini e Rosalia Molin, il giallo delle due buranelle

Paola Costantini e sua nipote Rosalia Molin svaniscono nel nulla il 27 ottobre 1991 da Treporti (Venezia): il loro resta ad oggi un caso irrisolto.

Paola Costantini e Rosalia Molin
Paola Costantini e Rosalia Molin (screenshot Chi l’ha visto?)

Paola Costantini e sua nipote Rosalia Molin il 27 ottobre del 1991 hanno deciso di accompagnare il fratello di quest’ultima, Nicola, a lavoro. Presero il traghetto che da Burano li portava a Treporti (Venezia) e da lì a bordo della loro auto avrebbero dovuto proseguire il loro viaggio. Purtroppo, però, dopo poco la Molin perse il controllo dell’auto poiché tre bulloni di una ruota erano mancanti.

A prestargli soccorso l’ex fidanzato di Rosalia, il quale prende a bordo della propria auto Nicola, lo accompagna a lavoro e dopo torna indietro per aiutare le due donne. Al suo ritorno, però, l’amara scoperta: Paola e sua nipote erano sparite. Da quel momento, il nulla: di loro non si è mai più avuta notizia.

Paola Costantini e Rosalia Molin, svanite nel nulla il 27 ottobre del 1991

Di Paola Costantini e Rosalia Molin, si perse ogni traccia il 27 ottobre del 1991 da Treporti (Venezia). La svolta arriva sette mesi dopo quando un pescatore per mero caso trova nella sua rete il portafoglio di Paola. Eppure dei loro corpi nessuna traccia.

Rosalia Molin
Rosalia Molin (screenshot Chi l’ha visto?)

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Ad anni di distanza, sulla spiaggia di Ca ‘Vio vennero rinvenuti dei resti, immediato il collegamento con le due donne. Tuttavia all’esito di approfondite analisi non giunse nessuna utile conferma. Del caso si occupò anche la redazione di “Chi l’ha visto?” che nel corso di una puntata del 2003 ospitò Sara Costantini sorella di Paola.

La donna disse di aver appreso una circostanza alquanto inquietante: le due erano sotto controllo e quel giorno, l’ex fidanzato di Rosalia – Nicola Alessandro- sapeva dove si trovassero. Secondo la versione fornita dall’uomo, quest’ultimo avrebbe accompagnato Nicola a lavorare e poi si sarebbe recato a recuperare i tre bulloni che servivano per riparare l’auto delle due scomparse. Al suo ritorno, però, non le avrebbe più trovate.

Poco dopo la scomparsa, alcuni testimoni riferirono che le ragazze erano salite a bordo di un’auto scura targata Brescia su cui vi erano due uomini. Una versione confermata anche dal proprietario di un bar, il quale disse che Paola e Rosalia erano entrate nel suo esercizio per bere qualcosa e che poi erano andate via quando sul posto era sopraggiunta una macchina di colore scuro. Dichiarazioni, queste, che affievolirono l’ipotesi di un possibile sequestro di persona.

Ma perché le due donne non avrebbero aspettato Nicola Alessandro ritornare e si sarebbero affidate a due perfetti estranei, peraltro mai identificati? I sospetti iniziarono a ruotare proprio attorno all’uomo che venne indagato per la scomparsa. La procura nel 2014 decise di iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio ed occultamento di cadavere. Il fascicolo di Paola e Rosalia venne dunque riaperto a distanza di anni, all’esito di una testimonianza.

Secondo il racconto di una persona i corpi delle due donne erano stati sepolti a Treporti, in prossimità della spiaggia militare. Una dichiarazione che fece immediatamente scattare le ricerche ma nulla purtroppo venne rinvenuto.

Nicola Alessandro si difese dicendo che una volta tronato sul posto ove aveva lasciato le due donne in difficoltà non le avrebbe più trovate e che la sera si sarebbe recato a casa di suo fratello. Tuttavia una donna che abitava nello stesso palazzo di Alessandro – riporta la redazione di Fanpage– riferì di aver visto parcheggiata l’auto dell’uomo sotto casa e che a bordo vi era Rosalia con altre persone tra cui un militare di nome Matteo Spinelli.

Intorno alle 22:30 la stessa donna dice di aver udito delle grida e sul pianerottolo c’era Paola inseguita proprio da Alessandro. Infine, all’esito della perquisizione della macchina dell’uomo venne rinvenuto uno svitabulloni.

Un poliziotto raccolse delle testimonianze più che importati per il caso. Un pregiudicato, che era stato in carcere con Alessandro – arrestato per favoreggiamento della prostituzione scrive Fanpage– ed altri, dissero che la notte della scomparsa due ragazze vennero portate all’interno del camping di Punta Sabbioni la cui proprietà è del Reggimento dei Lagunari e che lì vennero sepolte sotto il cemento.

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Pare che ad aver aiutato Alessandro sarebbe stato un militare il quale insieme a lui avrebbe provato a stuprare le due donne. Secondo gli inquirenti Rosalia sarebbe stata minacciata con una pistola, ma purtroppo l’arma avrebbe sparato e quindi la giovane sarebbe morta. L’altra sarebbe stata quindi uccisa perché testimone oculare. Per disfarsi dei cadaveri li avrebbero sepolti nella base militare. Anche questa rimane, però, solo un’ipotesi.

Paola Costantini
Paola Costantini (screenshot Chi l’ha visto?)

Purtroppo, come detto, nessun riscontro hanno avuto le ricerche. La storia delle due Buranelle resta un giallo irrisolto.