Denise Pipitone, Piera Maggio sbotta: “Queste cose non portano a nulla”

La mamma di Denise ha lanciato un nuovo messaggio su Facebook, per lei si stanno facendo inutili accuse che non portano a nulla nella risoluzione del caso.

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Denise Pipitone (foto dal web)

Non sembra avere pace la famiglia della piccola Denise Pipitone scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004. Oggi a distanza di 17 anni continuano ad arrivare segnalazioni molto importanti riguardo la sparizione che però sembrano ancora distanti dalla risoluzione del caso.

Si è fatto vivo l’anonimo che qualche settimana fa aveva indirizzato una lettera all’avvocato Frazzitta spiegando di aver visto un preciso episodio ma di non aver mai parlato per paura di ripercussioni. I due uomini si sono incontrati in gran segreto nello studio di Frazzitta.

L’uomo oggi vive in un paese del trapanese, ma ha raccontato di aver visto una bimba molto simile a Denise dentro un’auto che piangeva insieme ad altre tre persone il giorno della scomparsa.

Al momento l‘inchiesta nei confronti di Anna Corona è stata riaperta dal procuratore di Marsala Vincenzo Pantaleo che nei giorni scorsi ha inviato i carabinieri nella sua vecchia casa per delle perquisizioni. Lei respinge ogni accusa, a suo dire si sta solo facendo un enorme “processo mediatico” alla sua persona.

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Piera Maggio lancia un monito importante: “Non esistevano i presupposti per accusare”

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Piera Maggio (Facebook)

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Non ci sono altre piste certe da poter seguire, il legale della famiglia è loro vicino dall’inizio della storia ma è difficile per i genitori di Denise mantenere sempre la forza e la lucidità per poter andare avanti con il sorriso.

Poche ore fa proprio Piera Maggio ha condiviso un messaggio sulla sua pagina Facebook in cui dà sfogo a tutta la sua frustrazione. “Abbiamo sempre cercato la verità sul rapimento di Denise, anche adoperandoci per fare in modo che questa emergesse. Raccontare parzialmente fatti già verificati, facendo allusioni che non hanno portano a nulla, di certo servono solo a creare illazioni e diffamazione”.

Sappiate che durante il processo di primo grado, l’unica pista alternativa evidenziata dai legali dell’imputata è stata solo e soltanto la pista ROM, NON ALTRI. Questo per far comprendere a tutti, che nonostante alcuni dissidi, non esistevano i presupposti per accusare altri appartenenti alla cerchia ristretta dei familiari di Denise, poiché hanno collaborato, le loro posizioni furono vagliate, chiarite ed escluse dall’inchiesta”.

Per la donna quindi la strada non è quella avanzata recentemente dalla procura che ha deciso di concentrarsi con le indagini nuovamente sui familiari più prossimi. Per lei la pista Rom è la sola da continuare a seguire. Le indagini sono rientrate nel vivo, vedremo se questa volta si potrà giungere al bandolo della matassa.