Denise Pipitone, agghiacciante segnalazione: scovata la stanza nascosta

Continuano le indagini sempre più in profondità su Denise Pipitone. Scovata nelle ultime ore la stanza nascosta. 

Denise Pipitone stanza nascosta
Denise Pipitone (Instagram @missingandfinding)

Una nuova svolta sul caso della bimba scomparsa da Mazzara Del Vallo nel 2004. Secondo alcune ultime dichiarazioni proferite in primis da uno dei programmi che negli ultimi mesi si è dedicato a pieno al caso di Denise. Come “Quarto Grado“, ed altre segnalazioni a riguardo, emerse grazie all’esposizione di alcune testate giornalistiche locali.

La possibilità che una stanza nascosta fino ad oggi in cui Denise sarebbe stata rinchiusa potrebbe rivelarsi veritiera nelle prossime ore. Nel frattempo emergono nuovi agghiaccianti dettagli a tal proposito.

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Denise Pipitone e la segnalazione ufficiale di una stanza nascosta: i dettagli

 

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Secondo alcune indagini, trattate in parte anche dai principali media in questi giorni, si aggiunge una nuova agghiacciante pista. La bimba non sarebbe scomparsa nel nulla. Ma piuttosto sarebbe stata rapita. E rinchiusa in una stanza. Si ipotizza per ora: soltanto per un breve periodo di tempo, presumibilmente per qualche giorno.

Questa stanza, rimasta completamente all’oscuro dal lontano 1 settembre 2004, giorno in cui Piera Maggio, la mamma della bimba, denunciò la scomparsa della piccola, potrebbe essere collocata, come precedentemente soltanto accennato, all’interno dell’abitazione dell’ex compagna del padre naturale di Denise, Anna Corona.

Il dettaglio è stato scoperto grazie al riscontro con un documento ufficiale, mirato ad un tentativo di acquisto, non perseguito e da parte di un uomo, dell’intera abitazione risalente. Datato ad un anno di distanza dalla scomparsa della bambina. Secondo le descrizioni sconcertanti, effettuate da un quotidiano della Sicilia, la stanza avrebbe dovuto avere ad oggi l’altezza di ben 4 metri, peccato però che consultando le documentazioni del catasto, la stanza in questione avrebbe dimezzato la sua grandezza.

Con scopo dunque di celare al suo interno una stanza, molto più piccola, poco più di un metro. La casa infatti non venne mai venduta all’interessato, poiché egli stesso si rifiutò di portare a termine l’acquisto a causa di alcune sostanziali differenze tra la piantina dell’abitazione e le sue reali condizioni. Gaspare Morello, il legale della famiglia Corona, ha però infine, per il momento, rigettato l’ipotesi in assenza di prove tangibili.