Denise Pipitone, spunta un nuovo testimone: questa volta è accusata una persona diversa

Emergono importanti dettagli riguardo la scomparsa di Denise Pipitone e questa volta è un nuovo testimone a fare un nome inaspettato.

Piera Maggio chiarimento Facebook familiari Denise
Denise Pipitone (foto dal web)

Denise Pipitone è ormai scomparsa da ben 17 anni, era il primo settembre 2004 quando si è allontanata da casa di sua nonna mentre stava giocando con i suoi cuginetti, e da quel giorno non ha più fatto ritorno.

Sua mamma Piera Maggio l’ha cercata in ogni dove ma a distanza di tutti questi anni ancora non è chiaro di cosa sia successo veramente quel giorno.

Le indagini avevano condotto al nome di Anna Corona e di sua figlia Jessica Pulizzi che poi sono state scagionate.

Anna Corona era la moglie di Piero Pulizzi, padre naturale di Denise che aveva avuto una relazione extraconiugale con Piera Maggio, amica della donna e dal frutto di questo amore era nata la piccola bambina scomparsa.

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Emerge un nuovo nome

Denise Pipitone
Denise Pipitone (Instagram @missingandfinding)

Oggi a distanza di così tanti anni è un nuovo testimone a svelare importanti dettagli facendo un nome per ora mai apparso sul registro degli indagati, si tratta di Marco Corona, fratello dell’ex moglie del padre naturale di Denise Pipitone.

Io voglio la verità su Denise. Non sono un collaboratore di giustizia e mai lo sarò. Ho frequentato molto Mauro Corona ma ripeto non sarò mai un collaboratore di giustizia. Ho tante cose da dire per tutelare me e la mia famiglia e forse finalmente scoprire la verità su qualche informazione su Denise. Io voglio la verità su Denise. Donne e bambini non si toccano” scrive il testimone nella sua lettera.

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Chi l’ha visto? (foto da Instagram)

Giorni fa un altro testimone aveva parlato della famiglia Corona a ‘Chi l’ha visto?’: 

“I Corona io li ho conosciuti da vicino, ho avuto modo di conoscerli per un lungo periodo, ho lavorato con loro, parlo di lavoro sporco non lavoro pulito, a Mazara quasi tutti temono queste persone avendo traffici illeciti, queste persone si difendono tra di loro”.