Disastri aerei, Volo XL Airways Germany 888T: 7 morti, 0 superstiti

La tragedia ad alta quota risale al 27 novembre 2008, quando l’Airbus A320-232 precipitò nel Mar Mediterraneo.

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Ala (Getty IMages)

Un altro disastro aereo riportato nel registro dell’aviazione riporta il nome del Volo XL Airways Germany 888T. La rotta di linea, effettuata da XL Airways per conto di Air New Zeland, fu affidata all’Airbus A320-232. Il 27 novembre 2008, il velivolo – marchio registrazione D-AXLA e numero di serie GXL888T – trasportava 7 occupanti, di cui 5 passeggeri e 2 membri dell’equipaggio, dall’Aeroporto di Perpignano-Rivesaltes alla di Perpignano-Rivesaltes; in Francia. La commissione d’indagine appurò la causa principale dell’incidente in un errore umano all’interno della cabina di pilotaggio. Ad alimentare la già critica situazione si aggiunse anche il malfunzionamento dei comandi e della strumentazione a bordo. Il bollettino fu drammatico: 7 vittime nell’impatto, nessun superstite.

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Le dinamiche dell’incidente e l’inchiesta

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Volo United Airlines (Getty Images)

Protagonista della tragedia ad alta quota del 27 novembre 2008 fu l’Airbus A320-232. L’apparecchio a fusoliera stretta era stato progettato per tragitti a corto-medio raggio. Costruito nel 2005 e acquistato dalla compagnia aerea Air New Zealand l’anno seguente, l’aeromobile fu in seguito ceduto a XL Airways. Prima dell’incidente, un ulteriore trasferimento: l’aeromobile venne riacquistato da Air New Zealand e ridipinto con la caratteristica livrea della compagnia aerea neozelandese.

Come da programma, il 27 novembre del lontano 2008 l’aereo abbandonò l’aeroporto di Perpignano alle ore 14:44. Quel giorno, il velivolo trasportava due piloti, gli unici membri dell’equipaggio, e 5 passeggeri: questi ultimi erano membri della Civil Aviation Authority of New Zealand (l’autorità per la sicurezza aerea neozelandese). Il breve volo serviva come test per dimostrare la sicurezza della struttura ai fini del suo utilizzo nell’ambito dell’aviazione civile. I problemi si presentarono durante la manovra di avvicinamento alla stazione di destinazione: una fatale combinazione di fattori innescarono il pericoloso stallo aerodinamico. Di conseguenza, l’Airbus precipitò inabissandosi nel Mar Mediterraneo.

L’inchiesta fu affidata alla BEA, nel cui rapporto del settembre 2010 appurò che la causa dello stallo aerodinamico fu provocato da una disattenzione da parte del pilota.

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Volo United Airlines (Getty Images)

L’inosservanza all’interno del cockpit fu dovuta principalmente al cambio di livrea. La modifica andò a coprire il sensore di angolo di attacco, rendendo l’angolo di inclinazione dell’aeromobile incomprensibile agli occhi dell’aviatore.