Coronavirus, il bollettino del 17 giugno: 1.325 nuovi casi e 37 decessi

Il Ministero della Salute, nella giornata di oggi giovedì 17 giugno, ha comunicato i numeri dell’epidemia da coronavirus in Italia tramite bollettino.

Bollettino coronavirus mappa regione
(Ministero della Salute)

Appena pubblicato, sul sito del Ministero della Salute, il bollettino che aggiorna lo stato dell’epidemia da Covid-19 diffusasi in Italia da oltre un anno. Stando all’odierna tabella sanitaria, i casi di contagio complessivi sono saliti a 4.249.755, ossia 1.325 unità in più rispetto a ieri. Prosegue il calo dei soggetti attualmente positivi che risultano essere 98.608 (-3.247) e quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva che ammontano a 444 (-27). Il numero dei guariti dall’inizio dell’emergenza è giunto a 4.023.957 con un incremento di 4.533 in più rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 37 decessi che hanno portato il bilancio delle vittime nel nostro Paese a 127.190.

La Regione Emilia Romagna, si legge nelle note, segnala l’eliminazione di 2 casi dal totale, positivi a test antigenico ma non confermati da tampone molecolare.

Coronavirus, bollettino: i numeri del Covid-19 in Italia nella giornata di mercoledì 16 giugno

Aggiornato ieri, dal Ministero della Salute sul proprio sito, lo stato relativo all’epidemia da Covid-19 diffusasi in Italia da oltre un anno.

Coronavirus
(Getty Images)

Stando al bollettino, i casi di contagio dall’inizio dell’emergenza erano 4.248.432. Risultavano essere ancora in calo i soggetti attualmente positivi pari a 101.855 ed i pazienti ricoverati in terapia intensiva che ammontavano a 471. Il numero dei guariti complessivi saliva a 4.019.424. Purtroppo continuava ad aggravarsi il bilancio delle vittime nel nostro Paese il cui totale giungeva a 127.153.

La Regione Calabria, si leggeva nelle note, segnalava che il decesso comunicato ieri era relativo al mese scorso.

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Coronavirus, bollettino: i numeri del Covid-19 in Italia nella giornata di martedì 15 giugno

Il Ministero della Salute ha pubblicato martedì il bollettino con i dati relativi all’epidemia da Covid-19 in Italia. Stando alla tabella sanitaria, le persone risultate positive al virus dall’inizio dell’emergenza erano 4.247.032. In decrescita i soggetti attualmente positivi pari a 105.906 e i pazienti in terapia intensiva che ammontavano a 504. Il numero dei guariti saliva a 4.014.025 Il bilancio totale sale delle vittime a 127.101.

La Regione Abruzzo, si leggeva nelle note, segnalava l’eliminazione di un caso dai positivi, in quanto già segnalato da altra Regione. La Campania specificava che, a seguito delle periodiche verifiche, si era riscontrato un disallineamento dal quale, dopo un accurato e dettagliato controllo da parte delle ASL, era emerso che 48.078 soggetti erano ancora riportati erroneamente in “Isolamento Domiciliare“. Pertanto tali soggetti erano stati assegnati alla categoria “Guariti“. Infine, l’Emilia Romagna eliminava un caso, positivo a test antigenico ma non confermato con tampone molecolare.

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Pandemia: la situazione in Italia sulla variante “delta”

La variante Delta continua a preoccupare. Quando il pericolo della mutazione inglese sembrava essersi attenuato purtroppo è tornato ad incombere il timore. Seppur il quadro epidemiologico italiano abbia mostrato segni di netto miglioramento – lo confermano i dati e le scelte di Governo di porre in zona bianca ben 13 regioni- non si sottovaluta la potenza distruttiva della variante indiana che in Gran Bretagna sta arrecando non pochi danni. Sarebbe più contagiosa, più letale e soprattutto resistente ai vaccini.

Per il professor Pregliasco, espressosi sul punto, è possibile che i reali casi di contagio da Delta siano maggiori di quelli stimati. Ad oggi si sa che 81 sono stati i casi in Lombardia, 12 in Sardegna e 25 in Puglia. Proprio il governatore di quest’ultima avrebbe palesato i suoi timori, ritenendo che il maggior pericolo sarebbe proprio la sua scarsa sensibilità al vaccino. Una circostanza che potrebbe allontanare il tanto anelato obiettivo di raggiungere l’immunità di gregge ad ottobre. La variante delta manifesterebbe dei sintomi differenti rispetto al ceppo originario del Covid-19.

Sulla variante c’è però da precisare che nonostante la sua diffusione, non bisogna sottovalutare che con un numero di casi ridotti come quelli che si stanno registrando in Italia è molto più facile effettuare tracciamenti. Ciò è possibile che, quindi, renda più facile risalire alla rete di contatto ed eventualmente spezzare la catena di contagio.

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Risalendo, infatti, a tutte le connessioni che un positivo alla variante ha avuto è agevole individuare tutti i potenziale colpiti e porli in quarantena.