Donna tortura e uccide la sua cameriera: 30 anni di carcere

La vittima, Piang Ngaih Don era originaria del Myanmar. La donna è morta nel 2016: pesava solo 24 chilogrammi.

 

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Una donna di Singapore è stata condannata questo martedì 22 giugno a 30 anni di carcere per aver torturato e ucciso la sua cameriera. La notizia è stata confermata dal tribunale locale. A tal proposito, il giudice See Kee Oon ha riferito ai media che non ci sono “parole adeguate per descrivere l’abietta crudeltà della condotta spaventosa dell’imputato.” L’accusata è Gaiyathiri Murugayan, 41 anni, giudicata colpevole di 28 capi d’accusa. Tra questi rientra quello relativo all’omicidio doloso di Piang Ngaih Don, giovane birmana di 24 anni scomparsa nel 2016 a causa degli abituali maltrattamenti e abusi tra le mura domestiche della criminale. Il comportamento dell’imputata è stato bollato come “malvagio e altamente disumano” dalle autorità giudiziarie. A seguire i motivi.

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La triste storia di Piang Ngaih Don

Donna tortura e uccide la sua cameriera: 30 anni di carcere
Polizia di Singapore (Getty Images)

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Le torture a Piang Ngaih Don iniziarono pochi mesi dopo l’ingresso nell’abitazione di Gaiyathiri Murugayan e suo marito, un ufficiale di polizia. La sua assunzione risale a maggio 2015, quando la coppia le affidò piene responsabilità sull’accudimento dei due figli. La cameriera aveva perso 15 chilogrammi in 14 mesi. Al momento della sua morte la vittima pesava solo 24 chilogrammi. Secondo quanto riportano i notiziari locali, il decesso è stato provocato dai costanti episodi di tortura e violenza perpetrati da Gaiyathiri Murugayan e sua madre. Nei media locali si legge anche che i giorni precedenti alla sua scomparsa sono stati caratterizzati da un sensibile incremento degli abusi: pochi giorni prima del decesso la giovane cameriera era stata legata alla ringhiera di una finestra di notte ed fu costretta a dormire per terra.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nell’abitazione mostrano il trattamento straziante che la 24enne subiva ogni giorno. Quasi ogni giorno, spesso più volte nello stesso giorno, la vittima veniva colpita, calpestata, strangolata, soffocata, schiaffeggiata o tirata per i capelli. I media dichiarano che la 41enne l’avrebbe persino bruciata con un ferro da stiro. Di fronte alla richiesta dell’ergastolo da parte del Pubblico ministero, il giudice ha riferito che a causa del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e della depressione postpartum di cui soffre l’accusata, la pena stabilita per Gaiyathiri Murugayan prevede 30 anni di carcere. Gli atti di tortura, aggressione e abuso non sono rari nella città-Stato del sud-est asiatico.

 

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Nel 2017, una coppia è stata arrestata per aver fatto morire di fame la propria collaboratrice domestica filippina. Un simile episodio si è reiterato due anni dopo, nel 2019: la vittima era originaria del Myanmar.

Fonte South China Morning Post