Covid-19, scoperta nuova mutazione della variante Delta in Italia

In Emilia Romagna è stata isolata una mutazione della variante Delta del Covid-19: per gli esperti bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione.

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All’alba della decisione di eliminare l’obbligo di mascherine all’aperto, in Emilia Romagna è stata isolata in un paziente positivo al Covid-19 una mutazione della variante Delta. Quest’ultima, nella forma che si sta diffondendo in Europa, fortunatamente parrebbe quella meno pericolosa del ceppo.

I Governi continuano a predicare prudenza. Se prima non sarà raggiunta l’immunità di gregge non ci si potrà dire fuori pericolo. La variante sta destando non poche preoccupazioni, soprattutto perché ancora non sono note nello specifico le sue caratteristiche e quale sia la sua resistenza ai vaccini.

Covid-19, scoperta nuova mutazione della variante Delta in Emilia Romagna

In Emilia Romagna è stata riscontrata in un paziente positivo al Covid-19 una mutazione della variante Delta.

Coronavirus bollettino 20 giugno
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In tutto il mondo sino ad oggi se ne erano registrati solo altri 7 casi, ma adesso con questa scoperta il livello d’allarme sale. Ad esprimersi sul punto, scrive Leggo, il professor Walter Ricciardi, il quale invita a mantenere alta la guardia, soprattutto adesso che l’intero Paese è in zona bianca e che è stato abolito l’obbligo di mascherine all’aperto. Solo i vaccini potrebbero non bastare, bisogna continuare ad applicare tutte le norme di prevenzione come distanziamento, lavaggio frequente delle mani e indossare la mascherina ove si registrassero assembramenti.

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A far da eco alle sue parole anche il professore Vittorio Sambri, direttore dell’unità operativa di Microbiologia del laboratorio unico di Pievesestina (Cesena) dell’Ausl Romagna. Quest’ultimo, riporta Leggo, ha dichiarato che trovare la mutazione Delta è molto semplice poiché si vede dalla cosiddetta analisi filogenetica. Tuttavia sottolinea come aver stanato questa mutazione, ha solo un’importanza dal punto di vista virologico. Sambri spiega come il virus non ha fatto altro che dimostrare una teoria già nota da tempo: quella della sua inclinazione al cambiamento.

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A suo avviso non è né più pericolosa, né più contagiosa. Si tratta solo di una diversità che deve far riflettere nel corso della campagna vaccinale. Le attività di sequenziamento devono proseguire.

Nessun allarmismo, quindi, ha sottolineato riportando la mente a sette mesi fa quando a circolare era la variante Alfa. Insomma, un naturale ciclo: la Delta a breve sarà soppiantata da un’altra variazione.

In Emilia-Romagna proprio per monitorare al meglio la sua diffusione, in questi giorni si stanno analizzando tutti i tamponi positivi. Operazione fattibile solo grazie al drastico calo del numero dei casi di contagio.