Eleonora Brunacci rivela: “Cosa mi ha fatto innamorare di Mariano Di Vaio”

Intervista esclusiva a Eleonora Brunacci, nota influencer e moglie di Mariano Di Vaio. Ecco cosa ci ha raccontato. I dettagli

Eleonora Brunacci e Mariano di vaio
Eleonora Brunacci e Mariano Di Vaio (Getty Images)

Eleonora Brunacci è un’influencer che con le sue foto ha conquistato più di un milione di follower su Instagram. Moglie del noto modello Mariano Di Vaio, insieme hanno dato vita ad un lavoro a trecentosessanta gradi.

Si sono sposati dal 2015 ed hanno dato alla luce tre figli. Il loro amore è ogni giorno più forte. Complici anche sul lavoro, i fan li adorano e non perdono occasione di sostenerli e supportarli.
Noi abbiamo avuto l’occasione di intervistare la nota fashion blogger che ci ha rivelato alcuni particolari della sua vita.

Cara Eleonora quando e come hai conosciuto Mariano Di Vaio?

Ci siamo conosciuti una sera a un compleanno con amici in comune, da quella sera è iniziata una lunga corte serrata durata nove mesi. Strano a dirsi, a me all’inizio lui non interessava perché molto diverso da me.

Ricordo ancora quando ero con i miei genitori in vacanza a Palau, in Sardegna, e lui a casa del nonno a Stintino, faceva tre ore d’auto al giorno per vedermi, è stato molto tenace e alla fine mi sono innamorata della sua solidità, la sua testardaggine e i suoi valori che sentivo e sento, tutt’ora, di condividere. Ho scoperto che, riguardo alle cose importanti, non eravamo poi così diversi come in apparenza.

Cosa ti ha fatto innamorare di lui?

La sua concretezza e il suo costante impegno mi hanno sempre affascinata, quando ci siamo conosciuti era appena tornato da New York, aveva mille progetti in mente, tra cui il Blog, dove è iniziato tutto. Siamo cresciuti insieme, ci siamo spronati e supportati insieme, tutt’ora lavoriamo insieme e continuiamo a farci da spalla reciproca.

Siamo molti legati alla nostra terra e alla nostra cultura, Mariano calza perfettamente le vesti dell’uomo di famiglia, a cui da molta importanza, è uno dei valori che mi ha colpito sin dall’inizio, sono molto vicina alla mia famiglia e non potrei mai stare con qualcuno che non condivide questo senso di appartenenza.

In futuro vi piacerebbe coinvolgere anche i vostri bambini in un progetto lavorativo? Se sì avete già qualcosa in mente?

Per ora condividiamo sui social sprazzi di vita quotidiana e non vorremmo fare altro, cerchiamo di goderceli il più possibile, tra il lavoro e gli impegni non è mai scontato.

Sul web si legge che prima di conoscerlo lavoravi in uno studio legale, come mai questo cambio di rotta? 

Sono sempre stata interessata al settore legale in azienda e, ad oggi, sono molto contenta di esser riuscita a combinare questa aspirazione con attività più legate alle mie passioni, che mi permettono di mettere in gioco i miei interessi, quest’anno ho lanciato una Capsule Collection di gioielli, sognavo da tempo di farlo.

Cosa significa essere influencer?

Significa avere una grande responsabilità: ogni cosa che si dice, si racconta o raccomanda, deve essere reale. Anche per questo sono estremamente attenta a ciò che condivido e alle partnership che intraprendo. Noi condividiamo le nostre vite, le nostre esperienze, i viaggi, la famiglia, niente di più vicino alla quotidianità.

Trasparenza è la nostra parola chiave, siamo convinti che non avremmo mai potuto riscuotere questo successo senza sincerità.

Quanto influiscono i follower nella scelta delle pubblicazioni e in generale nella vita social?

La bellezza dei social è la scalabilità, con contenuti originali, di qualità e autentici, ognuno potrebbe ritagliarsi il proprio angolo di divulgazione, chiaramente, i follower contano soprattutto quando se ne hanno molti e ci si colloca tra i top influencer, ma ciò che conta maggiormente non è la quantità, ma la qualità, è fondamentale creare una community attiva, interessata alle attività e ai contenuti proposti, circondarsi di un’audience fedele e coinvolta  conta certamente di più di numeri alti ma statici.

Hai anche un tuo brand, com’è nata l’idea?

Tutto è iniziato con una Capsule Collection di gioielli che ho disegnato durante la prima quarantena, sono sempre stata affascinata dal mondo dei brillanti, da piccola passavo intere giornate nella gioielleria dei miei zii a curiosare, avrebbe dovuto essere un’unica collezione, ma il suo successo mi ha incoraggiata a progettarne altre e di spaziare anche sull’abbigliamento, il tutto sul nostro e-commerce Nohow.

Che tipo di lavoro c’è dietro ogni prodotto? 

Dedichiamo grande attenzione ad ogni passaggio, dall’ideazione alla produzione.

Siamo ossessionati dai dettagli, caratteristica che ci contraddistingue, crediamo fortemente nelle materie prime italiane e nell’artigianato della nostra terra, abbiamo il continuo supporto del nostro grande team, la nostra seconda famiglia, ragazzi molto giovani e determinati, abbiamo tre stilisti con cui realizziamo circa 700 pezzi l’anno.


Progetti futuri o in corso?

Nei prossimi mesi ci godremo l’estate con la famiglia e gli amici, viaggeremo e continueremo a ideare nuove collezioni per Nohow, mi piacerebbe ampliare ancora di più la sezione donna con abbigliamento e gioielli.

Continueremo a raccontare le nostre avventure sui social, siamo grati di essere circondati da una community interessata alla nostra quotidianità.

BEATRICE MANOCCHIO