Scomparsi | Maurizio Zanda: un incasso di 8mila euro e una lettera

Maurizio Zanda è scomparso da Milano il 4 settembre del 2014: il suo è un mistero che ad oggi non ha ancora trovato soluzione.

Maurizio Zanda
Maurizio Zanda (screenshot Chi l’ha visto?)

Un ragazzo riservato, una persona gentile, un dipendente modello, questo quanto di diceva di Maurizio Zanda, 37 anni al momento della scomparsa avvenuta il 4 settembre del 2014. Lavorava come caporeparto in un negozio di elettrodomestici a Milano, nei pressi di Porta Venezia. Era incaricato – tra le tante cose- anche di effettuare i versamenti quotidiani degli incassi in banca. Un istituto di credito, a poche centinaia di metri dal posto di lavoro, dove si recava regolarmente. Questo fino a quel giorno di fine estate di 7 anni fa, quando non arrivò mai a destinazione.

Aveva con sé 8mila euro, la famiglia da quel momento non ebbe più alcuna sua notizia. Cellulare spento e conto corrente fermo. La vita di Maurizio venne passata al setaccio e fu in quel momento che si scoprì un lato sconosciuto del 37enne.

Maurizio Zanda scomparso da Milano il 4 settembre del 2014

Maurizio Zanda è scomparso da Milano il 4 settembre del 2014. Con sé l’incasso di una giornata del negozio in cui lavorava che avrebbe dovuto versare in banca. Un appuntamento a cui non si presentò mai.

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(Foto di martaposemuckel-Pixabay)

Intorno alle 12 svanì nel nulla, il suo telefono si spense e da quel momento la famiglia non ebbe più sue notizie. Venne presentata denuncia e da quel momento la vita del 37enne passata al setaccio. Ad occuparsi del caso anche la redazione di “Chi l’ha visto?” dalla quale emersero delle misteriose circostanze.

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Maurizio Zonda, l’uomo che viveva con i suoi genitori, stimato dai colleghi e ben voluto dagli amici, pare avesse il vizio del gioco. Una circostanza sconosciuta ai suoi cari. Pare, infatti, che tutte le mattine trascorreva oltre un’ora alle slot machine di un bar. Questo avveniva prima di recarsi sul posto di lavoro. Sorse il dubbio, quindi, dell’allontanamento volontario, forse perché aveva contratto dei debiti di gioco. Una circostanza paventata dagli inquirenti, ma che la famiglia ha categoricamente escluso.

Nel corso di una puntata del programma che si occupa di scomparsi, i parenti avrebbero riflettuto circa l’irrazionalità di una fuga giustificata da eventuali debiti. Ciò in quanto il 37enne avrebbe potuto vendere la sua auto, o ancora richiedere pare del suo tfr. Una cosa mai fatta.

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Fatto resta che quel 4 settembre Maurizio in banca non è mai arrivato, portando con se gli 8mila euro che sarebbero serviti per il versamento. I colleghi lo avrebbero a lungo aspettato, non vedendolo rientrare si sarebbero allarmati. Il cognato disse alle telecamere che era impossibile che Zonda si fosse allontanato volontariamente. La somma che aveva con sé era troppo esigua anche solo per fargli pensare di rifarsi una vita. La paura fu quella che potesse essergli accaduto qualcosa di tragico o che chissà quale circostanza lo avesse condotto a compiere un gesto inconsulto.

Anche la sorella di Maurizio non ha mai creduto all’ipotesi della fuga, per lei il fratello sarebbe stato vittima di qualcosa di brutto. Questo anche perché la donna era convinta che Maurizio non avrebbe mai arrecato così tanto dolore e dispiacere ai genitori, già provati dalla perdita di un altro figlio, avvenuta anni prima a causa di un tragico incidente stradale.

Nel corso della trasmissione, vennero fatte presenti anche altre curiose circostanze. La prima fu che il 37enne aveva chiesto le ferie dall’8 al 15 del mese della scomparsa. La seconda, più inquietante, un episodio che si registrò proprio la mattina del 4 settembre. Al citofono di casa bussò un ragazzo, non un portalettere, il quale affermò di avere una missiva per Maurizio. L’uomo uscì di casa, prese la lettera ed andò via. Possibile che il contenuto di quella busta sia la chiave per risolvere il suo giallo?

Numerosi gli accorati appelli della famiglia rimasti purtroppo senza riscontro. Una flebile luce di speranza si riaccese quando la banca, a poche settimane dalla scomparsa, riferì un’informazione utile agli inquirenti. Secondo questo alert Maurizio si trovava a Fatima. Il 37enne avrebbe effettuato due prelievi da 400 euro ciascuno proprio dalla città – luogo di pellegrinaggio- portoghese. Maurizio, dunque, poteva essere vivo. Si aprirono le porte della crisi mistica e di un possibile allontanamento dettato da motivi di fede.

(Pixabay)

Ad oggi, consultando il sito della redazione di “Chi l’ha visto?”, il caso di scomparsa – nonostante la segnalazione- risulta ancora aperto.