Scomparsi | Luca Spoto, lo studente svanito nel nulla a soli 22 anni

Luca Spoto scomparve da Roma nel 2004: dello studente di 22 anni da quel momento non si seppe più nulla e nel 2020 ne venne dichiarata la morte presunta.

Luca Spoto
Luca Spoto (Chi l’ha visto?)

Perdonaci per non averti capito e saputo aiutarti. L’unico obiettivo della nostra vita è la tua felicità. Per favore, torna da noi“. Con queste parole nel corso di una puntata di “Chi l’ha visto?” il fratello di Luca Spoto implorò quest’ultimo di tornare a casa. Ma chi è questo ragazzo? Cosa gli è accaduto?

Luca Spoto era uno studente di 22 anni che l’1 aprile del 2004 uscì di casa senza portare con sé lasciando il suo cellulare e portando con sè solo un’esigua somma di denaro. Si è allontanato volontariamente? Aveva problemi Luca? Potrebbe invece essergli accaduto qualcosa di tragico? Domande, solo domande. Del ragazzo, nell’aprile del 2020 è stata dichiarata la morte presunta, ma cosa gli sia realmente successo rimane un mistero.

Luca Spoto scomparso da Roma l’1 aprile del 2004

Il 7 aprile 2020 il tribunale di Chieti – un giorno prima del compleanno di Luca che avrebbe compiuto 39 anni- ha dichiarato la morte presunta dell’uomo.

Luca Spoto
(screenshot Chi l’ha visto?)

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Luca Spoto era uno studente fuori sede, originario di Franca Villa al Mare (Chieti), recatosi a Roma per frequentare l’Università. Aveva deciso di iscriversi a Scienze della Comunicazione e viveva in casa della nonna. Il 1° aprile del 2004 salutò la donna ed uscì lasciando tutti i suoi effetti personali come documenti e cellulare, portando invece solo un’esigua somma di denaro.

Nella sua stanza lasciò, però, alcune lettere indirizzare ai genitori ed una alla sua fidanzata. Il loro contenuto era agghiacciante: Luca affermava di non riuscire più ad andare avanti. A scoprirle fu proprio l’anziana che, preoccupata per la prolungata assenza del nipote, avrebbe cercato indizi utili nella sua stanza.

Immediata la chiamata ai Carabinieri che attivarono la macchina delle ricerche, purtroppo senza esito. Ad occuparsi del caso anche la redazione di “Chi l’ha visto?” al cui indirizzo non arrivò nulla se non una segnalazione che collocava il giovane a Londra. Purtroppo, però, si rivelò priva di fondamento.

Il puzzle ricomposto dagli inquirenti diede alla luce una dolorosa verità: era possibile che Luca si fosse tolto la vita. Un’ipotesi apertasi con il ritrovamento di quelle lettere, corroboratasi poi quando venne rinvenuto il libretto universitario del 22enne. Luca diceva alla famiglia di andare bene, di aver inanellato soddisfacenti risultati. In realtà il quadro era ben diverso. Non solo, poco prima di scomparire, Luca aveva dovuto lasciare il calcio, una sua grande passione, ciò a causa di un grave infortunio.

Il caso di Spoto venne seguito anche dall’associazione Penelope che si occupa di persone scomparse. Stando a quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, la presidente abruzzese Alessia Natale disse che la sparizione di Luca è sempre stata trattata come una fuga volontaria. Era possibile che l’aver dovuto abbandonare la sua grande passione potrebbe aver rappresentato un dolore troppo grande che si è aggiunto al suo senso di colpa per aver detto menzogne alla sua famiglia in merito al percorso universitario. Un insieme di fattori che potrebbero averlo indotto in uno stato di disagio che è stato letto dal giovane come un tunnel senza una luce sul fondo. In ogni caso, chioso Alessia Natale, il ragazzo non lanciò alcun segnale d’allarme ai suoi cari i quali non avrebbero mai potuto immaginare cosa poi sarebbe potuto accadere. Non c’era assolutamente neppur il minimo sospetto, quindi che Luca stesse attraversando un momento così drammatico.

Di Luca non venne trovato mai il corpo. Inesitati anche tutti gli esami del Dna effettuati su salme rinvenute e non identificate in tutta Italia. Né tantomeno il controllo sulla popolazione carceraria, eseguito tramite i dati in possesso del Ministero della Giustizia, diede esito.

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Alessia Natale sul punto riferì che le attività di ricerca di Luca Spoto furono capillari. Ma nonostante ciò del ragazzo non è stato possibile rinvenire alcuna traccia. Forse anche perché gli strumenti all’epoca della scomparsa non era così tecnologicamente avanzati. Sicuramente se le ricerche fossero state effettuate in tempi più recenti, è possibile che le cose sarebbero andate diversamente.

Portiere calcio
(massimhokuto – Adobe Stock)

La famiglia di Luca non ha mai smesso di cercarlo, sperando un giorno di poterlo riabbracciare. La dichiarazione di morta presunta è stata richiesta esclusivamente per questioni burocratiche.