Armenia: l’appello all’esercito russo al confine con l’Azerbaigian

La richiesta del primo ministro armeno Nikol Pashinyan è indirizzata alle “guardie di frontiera russe”: alta tensione tra i due paesi.

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Russia (Getty Images)

Il Primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha dichiarato di aver chiesto il dispiegamento di “guardie di frontiera russe” lungo il confine con l’Azerbaigian. Il nuovo appello alla Russia, risalente allo scorso giovedì (29 luglio), ha lo scopo principale di evitare un’escalation di scontri tra i due paesi. La richiesta arriva difatti pochi giorni dopo il sensibile aumento delle tensioni tra le rispettive capitali Erevan e Baku. A seguire maggiori dettagli.

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L’appello all’esercito russo da parte del Primo ministro Nikol Pashinyan

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L’Armenia e l’Azerbaigian si sono accusati a vicenda lo scorso giovedì (29 luglio) per aver violato il cessate il fuoco sostenuto dalla Russia, concordato da entrambe le parti il giorno precedente per porre fine agli scontri mortali sulla loro linea di confine. “Data la situazione attuale, penso che bisognerebbe prendere in seria considerazione la questione dello stazionamento di avamposti delle guardie di frontiera russe lungo l’intera estensione del confine armeno-azero.“, ha riferito Nikol Pashinyan durante una riunione del governo.

Secondo quanto riporta la Reuters, il politico armeno, Primo ministro del Paese dal maggio 2018, ha precisato che Yerevan è attualmente impegnata a discutere la proposta con Mosca: la trattativa consentirà di svolgere operazioni sulla demarcazione e delimitazione del confine senza il rischio di ulteriori scontri militari. La notizia è stata confermata anche dalle autorità russe: gli alti funzionari del Cremlino hanno riferito di essere a stretto contatto con entrambi i paesi, Armenia e Azerbaigian, ma non hanno proferito commenti sulla recente proposta di Nikol Pashinyan.

Le tensioni tra le due ex Repubbliche sovietiche destano preoccupazione all’estero per potenziali minacce relative ai gasdotti e oleodotti dall’Azierbaigian, nonché per l’elevato rischio di coinvolgimento nel conflitto di grandi potenze, quali Russia e Turchia. Il cessate il fuoco è stato proclamato mercoledì, dopo uno degli incidenti più mortali al confine nella regione del Nagorno-Karabakh e in altre aree limitrofe. Il bollettino delle vittime ha registrato tre vittime e quattro feriti in Armenia e altri due soldati feriti in Azierbaigian.

Armenia e Azerbaigian si sono scontrati nell’autunno 2020 per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, rivendicata da entrambi i due paesi. Dopo sei settimane di combattimenti, la guerra si è conclusa con un accordo di cessate il fuoco, con cessione di parti del territorio armeno. Circa 2.000 forze di pace russe sono state dispiegate intorno al Nagorno Karabakh. Negli ultimi mesi sono tornate a crescere le tensioni lungo il confine, con Yerevan che accusa Baku di voler prendere il controllo di nuovi territori, accusa prontamente negata dalle autorità dell’Azerbaigian.

polizia russa
polizia russa (Getty Images)

Armenia e Azerbaigian si sono scontrati nell’autunno del 2020: la guerra, scoppiata per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, è stata rivendicata da entrambi i paesi. Il conflitto ha ucciso più di 6.500 persone.

Fonte Reuters