Cuba, Usa sanziona due capi della polizia: dura replica de L’Avana

Cuba risponde duramente agli Usa che hanno imposto la sanzione di due capi della polizia per la repressione delle manifestazioni di piazza nell’Isola.

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Nulla di nuovo sotto il sole”: le tensioni tra Cuba e Stati Uniti non accennano a placarsi. Storicamente avversarie, dopo decenni di scontri, l’indifferenza reciproca pareva averne sedato le divergenze. La verità è che non avendo punti caldi su cui scontrarsi, dal quel versante di Pianeta non sono più giunte notizie di ingerenze dell’una negli affari dell’altra.

Purtroppo, però, qualche equilibrio a Cuba si è spezzato: numerose le proteste di piazza ingeneratesi a causa dell’insofferenza della popolazione per la crisi economica dettata dalla Pandemia.

Inutile dire che gli Usa, sventolando il vessillo della democrazia, si siano inseriti in questa dinamica imponendo finanche delle sanzioni. Dura la replica de L’Avana.

Cuba sbotta contro gli Usa: respinte le sue sanzioni

Gli Stati Uniti hanno deciso di comminare ulteriori sanzioni alla Polizia Cubana per aver “violato i diritti umani” dei cittadini scesi a manifestare in piazza dall’11 luglio contro il Governo.

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Una sorta di insofferenza contro la crisi economica dettata dalla pandemia da Covid-19 che avrebbe spinto il Paese ad insorgere. E che secondo gli Usa sarebbe stato represso dalla Polizia con metodi violenti. Una ricostruzione respinta categoricamente da Cuba che già aveva accusato gli States di aver manipolato le immagini delle proteste.

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Ma per Biden la verità è solo quella: la polizia cubana, in aperta violazione dei principi che sorreggono la democrazia, avrebbe agito contro i diritti dei cittadini. Una situazione intollerabile, ha proseguito il Presidente della Casa Bianca, che richiederà l’applicazione di ulteriori misure se il Governo dell’Isola non cambierà immediatamente registro.

Ed è proprio per tale ragione che gli Usa avrebbero deciso di comminare nuove sanzioni contro la polizia, in particolare nei confronti di due agenti, riporta la redazione dell’Agi. L’Aquila vorrebbe, quindi, proteggere con la sua ala di giustizia il popolo cubano che ad avviso del segretario di Stato americano Antony Blinken sarebbe vittima di un fallimento conclamato del Partito Comunista.

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Non si è lasciata attendere la replica de L’Avana che ha respinto fermamente questa decisione degli Usa, tornando a ribadire come nessun diritto è stato violato durante le manifestazioni di piazza. Il Ministro degli Esteri Bruno Rodriguez avrebbe affermato, attraverso un tweet, di non accettare nella maniera più assoluta “l’inclusione della Pnr e dei suoi due capi principali in blacklist illegittime degli Stati Uniti“.

Bruno Rodríguez
Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez (Getty Images)

La tensione fra le due potenze è, dunque, altissima. Un cortocircuito che il resto del Pianeta spera si sani prima che si venga a creare un nuovo spaccato.