Ragazzo provoca un incidente e si allontana: poco dopo si toglie la vita in casa

Un ragazzo si è tolto la vita nella notte tra lunedì e martedì a Sant’Angelo in Vado (Pesaro e Urbino) dopo aver provocato un incidente senza feriti.

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Carabinieri (Vincenzo De Bernardo – Adobe Stock)

Un ragazzo di 21 anni si è tolto la vita nella notte tra lunedì e martedì all’interno della casa dove viveva a Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro e Urbino. Il giovane, poco prima, aveva causato un incidente stradale tamponando una vettura all’altezza di una rotatoria mentre tornava a casa in auto. Dopo il sinistro, che non aveva causato feriti, il 21enne si era allontanato, ma i carabinieri lo avevano rintracciato e raggiunto presso la sua abitazione. Spiegando ai militari dell’Arma di voler prendere i documenti, il ragazzo è tornato in camera, ha imbracciato un fucile e si è sparato.

Pesaro, provoca incidente e si allontana: ragazzo si suicida in casa

Una vera e propria tragedia quella consumatasi nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 settembre a Sant’Angelo in Vado, piccolo comune in provincia di Pesaro e Urbino.

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Carabinieri (Shjmira – Adobe Stock)

Un ragazzo di 21 anni, Nicolas Matteucci, si è tolto la vita sparandosi con un fucile da caccia che deteneva legalmente. Secondo quanto ricostruito, come riporta la redazione de Il Resto del Carlino, il 21enne mezz’ora prima aveva provocato un incidente sulla strada Pedemontana e si era allontanato. Nel dettaglio, tornando a casa alla guida della sua vettura, Nicolas aveva tamponato un’auto condotta da una donna all’altezza di una rotatoria. Dopo il tamponamento, il giovane aveva ripreso la marcia tornando nel casolare dove viveva a poca distanza.

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La conducente ha contattato i carabinieri che hanno subito avviato gli accertamenti e rintracciato il proprietario della vettura. Giunti presso il luogo di residenza, hanno trovato la madre del ragazzo spiegandole cosa fosse accaduto e che il sinistro non aveva provocato feriti, ma solo danni. La madre, riferisce Il Resto del Carlino, ha fornito l’indirizzo del casolare dove il figlio abitava ai militari dell’Arma che si sono recati sul posto rimanendo in contatto telefonico con la donna.

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Raggiunto il casolare, il ragazzo, che era stato tranquillizzato sia dai carabinieri che dalla madre, avrebbe chiesto scusa per l’incidente ammettendo di averlo provocato e di essersi allontanato. A quel punto, scrivono i colleghi de Il Resto del Carlino, ha spiegato di voler prendere i documenti d’identità, ma andato in camera, ha preso il fucile, lo ha rivolto contro sé stesso, e si è tolto la vita, mentre ancora i carabinieri erano al telefono in viva voce con la madre.