Libia, l’invito di cinque ambasciate in vista delle prossime elezioni

La Libia si appresta al voto, il 24 dicembre prossimo si terranno elezioni parlamentari e presidenziali: le forze Occidentali lanciano un invito.

Libia
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L’assetto politico della Libia sta repentinamente mutando. Il prossimo 24 dicembre si terranno le elezioni parlamentari e presidenziali ed è proprio in vista del voto che la scorsa settimana la Camera dei Rappresentanti ha avanzato una proposta di nuova legge elettorale.

Sul punto si sono espresse le ambasciate di Usa, Regno Unito, Germania, Francia e Italia, le quali hanno invitato a sostenere le nuove norme.

Libia, nuova legge elettorale in vista delle elezioni: la richiesta delle ambasciate occidentali

Garantire l’inclusione e la libertà e tenere elezioni parlamentari e presidenziali eque il 24 dicembre 2021” questo l’invito giunto alla Libia da parte delle cinque ambasciate di Usa, Regno Unito, Germania, Francia e Italia.

Elezioni
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Le cinque potenza hanno redatto, riporta La Repubblica, un comunicato congiunto a mezzo del quale è stato ribadito come la decisione della Camera dei Rappresentanti di avanzare una bozza di nuova legge elettorale rappresenti un passo importante in vista delle prossime elezioni. Un vero e proprio progresso necessario per la Libia che ora vive un momento di incertezza e precaria stabilità.

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Ormai le vecchie norme sono decadute, pertanto l’invito delle cinque ambasciate è che tutti i soggetti attivamente coinvolti in questo processo di rinnovamento si impegnino a delineare un quadro che tenga in considerazione tutte le remore dei cittadini in ordine al giusto svolgimento delle votazioni.

Il comunicato, riporta La Repubblica, ha un obbiettivo chiaro: fare in modo che si proceda per la retta via. Ma perché rimarcarlo? Il motivo risiede nel fatto che alcuni soggetti potrebbero sabotare il riallineamento delle norme e preferire un limbo di incertezza. Un contesto all’interno del quale potrebbero trovare tragicamente spazio delle conquiste armate.

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Un’ipotesi non così remota considerando che all’interno del Paese non solo sono ancora attive delle milizie che non fanno capo al Governo, ma anche corpi armati che battono bandiere straniere che potrebbero sovvertire gli ordini nazionali.

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Le cinque ambasciate hanno tenuto a precisare come continueranno a percorrere la linea stabilita nel “Forum di dialogo politico libico” e fortemente rimarcata – riporta La Repubblica– dalla risoluzione 2570 del Consiglio di sicurezza. Si tratta di un passaggio necessario per creare quella stabilità tanto anelata dalla Libia.