Il Signor Distruggere: “Vi racconto chi è Vincenzo Maisto”

Noi di Yeslife abbiamo intervistato uno dei personaggi più in voga del momento che si è raccontato e ci ha svelato i suoi progetti e sogni nel cassetto.

Vincenzo Maisto Radio 105
Vincenzo Maisto

Vincenzo Maisto, meglio noto come ”Il Signor Distruggere”,  è un blogger, scrittore e Influencer.

Seguitissimo sui social con oltre un milione e mezzo di followers tra Facebook, Instagram e Twitter.

Considerato uno degli influencer più cinici e dissacranti, è prima di tutto un blogger da 100.000 accessi giornalieri, con post virali che superano i tre milioni di interazioni.

Ma conosciamo meglio Vincenzo Maisto.

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Vincenzo Maisto
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Tutti ti conosciamo come il Signor distruggere ma chi è Vincenzo Maisto?

Beh tecnicamente “il Signor Distruggere” è il blog, Vincenzo Maisto è il blogger. Vincenzo Maisto quindi è una persona che utilizza il suo sito e i suoi social network per esprimere le sue opinioni e per raccontare la sua vita, figurando per l’agenzia delle entrate come “rivenditore di spazi pubblicitari”.

Com’è nato il tuo lavoro sui social network?

Gestisco blog da quando andavo al liceo. Nel 2011 creai “distruggere i sogni altrui esponendo la realtà oggettiva”, che nel 2015 diventò “Il Signor Distruggere”. Le prime collaborazioni le feci nel 2016, divenne un lavoro nel 2017 e lo è ancora oggi.

A cosa pensi sia dovuta la tua popolarità e cosa ti distingue dagli altri?

Sebbene io fossi già seguito su Facebook da oltre 300.000 follower prima dell’avvento delle “mamme pancine” nel 2017, è ovviamente riconducibile a loro la mia popolarità e riconoscibilità. Sia nel bene che nel male. Gli influencer non sono tutti uguali, c’è chi è in alto e sceglie con chi collaborare liberamente e chi, invece, accetta qualunque cosa pur di far cassa. Ecco, io rientro nella prima categoria, non perché mi consideri in alto, ma per il mio poter dire tranquillamente dei “no”. Quindi più che distinguermi dagli altri, questo mi distingue dalla massa.

A chi ti sei ispirato? 

A nessuno.

Blogger, influencer, scrittore cosa pensi ti rappresenti di più e di cosa vai più fiero nel tuo lavoro?

Blogger. L’influencer deve scendere a compromessi con i clienti, lo scrittore con l’editore, il blogger ha maggiore libertà e può fare quello che gli pare. Considerando che non tutti gli influencer hanno un blog (e se ce l’hanno non con i miei numeri di accessi giornalieri), questa marcia in più mi rende certamente fiero delle mie scelte.

Che significato dai alla parola ‘Distruggere’?

Quello del dizionario. Anche se il blog non lo utilizza completamente, sarebbe certamente stato un progetto più ambizioso il contrario, ma già così bisogna tenere testa a orde di haters e idioti di varia natura. Quindi non distruggiamo nessuno lì sopra, al massimo c’è un po’ di ironia.

Sei molto riservato riguardo la tua vita privata ma di recente hai pubblicato sul tuo profilo Instagram un post che la riguarda. Ce ne vuoi parlare?

In realtà le notizie importanti sulla mia vita tendo a renderle pubbliche, perché preferisco che le si sappia direttamente da me nella chiave giusta, rispetto al farle trapelare altrove diversamente. Di recente ho annunciato il mio fidanzamento, mi piace l’idea di aggiornare i follower sull’organizzazione delle nozze. Anche perché ho tante idee da condividere e magari anche richieste di consigli.

Laureato in architettura, quando hai capito che quella non era la tua strada?

Sono laureato in Disegno Industriale che è un ramo di architettura. L’ho capito ancora prima di completare gli studi, ma non per via dei blog, ma per la totale assenza di alternative lavorative valide. Potessi tornare indietro non sprecherei 5 anni lì dentro, mi sarebbe piaciuto frequentare un’accademia teatrale o un corso di scrittura creativa. 

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Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Mi piacerebbe dedicarmi maggiormente per il sociale. Già per il matrimonio abbiamo deciso di non fare una lista nozze per gli invitati, ma di indicare una onlus a cui inviare donazioni. Non solo perché non abbiamo bisogno di niente, ma anche per dare questa idea magari anche ad altri.