Giovane donna muore dopo intervento per fecondazione assistita: il dolore del marito

Una donna di soli 30 anni residente a Chivasso (Torino) è morta presso l’ospedale di Chisinau (Moldavia) dopo essersi sottoposta ad un intervento per la fecondazione assistita.

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Ospedale (foto di HarryStueber da Pixabay)

Cristina Toncu e suo marito Stefan Sirbulet erano originari della Moldavia, ma da anni ormai erano residenti in Italia, precisamente a Chivasso (Torino). Un amore grande il loro, a cui pare mancasse solo la gioia di avere un figlio.

Per tale ragione la coppia avrebbe deciso di far rientro nel proprio Paese d’origine; per rivolgersi ad una clinica specializzata in fecondazione assistita. Purtroppo, però, qualcosa durante il corso dell’operazione non è andato per il verso giusto e Cristina Toncu è deceduta dopo una settimana di agonia in ospedale.

Moldavia, giovane donna muore durante intervento per fecondazione assistita

Si erano conosciuti in Moldavia quasi 15 anni fa Cristina e Stefan. La coppia aveva deciso di trasferirsi in Italia, precisamente a Chivasso (Torino), dove lei lavorava come pasticcera e lui come elettricista.

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(Getty Images)

Si erano sposati quattro anni fa ed il prossimo passo della loro vita insieme sarebbe stato quello di divenire genitori. Purtroppo, però, a questa giovane coppia il destino non ha riservato futuro. Stando a quanto riporta la redazione di Leggo, i due avrebbero deciso di ricorrere alla fecondazione assistita e per farlo sarebbero tornati in Moldavia.

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Si sarebbero rivolti ad una clinica privata di Chisinau. Il motivo sarebbe stato – riferisce sempre Leggo– di carattere economico. Nel loro Paese natio, l’intervento sarebbe costato molto meno che altrove.

Nel mese di agosto Cristina e suo marito sarebbero arrivati in Moldavia ed il 26 lei si sarebbe sottoposta all’operazione per il prelievo degli ovociti. Una procedura che sarebbe dovuta durare poco meno di mezz’ora. Per ragioni ancora in fase di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria, però, qualcosa non sarebbe andata per il verso giusto. Il quadro clinico della 30enne è precipitato: arresto cardiaco, poi il coma.

Il marito, di quanto accaduto, sarebbe stato avvisato dai medici solo alcune ore dopo, quando gli avrebbero comunicato che la moglie si trovava ricoverata a seguito di una complicazione. Purtroppo, una settimana dopo, il cuore di Cristina avrebbe smesso di battere. La giovane si è spenta nell’ospedale di Chisinau il 2 settembre scorso.

La famiglia ora chiede che emerga la verità su quanto accaduto e che venga fatta giustizia. Il marito si è rivolto a degli avvocati in Moldavia i quali hanno indetto una conferenza stampa a cui era stato invitato anche il Ministro della Salute del Paese dell’Est. “Cristina stava bene, le sue analisi lo confermano” questo – riporta Leggo– quanto affermato dal team di legali.

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Secondo quanto emerso all’esito delle prime indagini, pare che prima dell’intervento un elettrocardiogramma avesse insospettito i medici. Ripetuto l’esame, però, i sanitari avrebbero deciso di effettuare comunque l’intervento.

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Ospedale (Foto di Ryan McGuire da Pixabay)

La procura di Chisnau sulla morte della giovane Cristina ha aperto un fascicolo d’indagine disponendo che sul corpo della 30enne venisse effettuato l’esame autoptico. Al momento la famiglia ne attende l’esito.