Caso Luca Morisi, Matteo Salvini sbotta: “Un attacco gratuito alla Lega”

Matteo Salvini sbotta sulla questione Luca Morisi: il caso, a dire del leader della Lega, sarebbe stato strumentalizzato.

Matteo Salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Sbotta Matteo Salvini sulla questione Luca Morisi. L’inventore della “Bestia”, pochi giorni dopo essersi dimesso dal suo ruolo, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati per presunta cessione di sostanze stupefacenti. Una vicenda che ora, alle porte delle amministrative, per il leader della Lega starebbe divenendo un modo per attaccare il partito gratuitamente. Una strategia di screditamento adottata dai suoi avversari.

Caso Luca Morisi, Salvini sbotta e parla di attacco gratuito alla Lega

Un attacco gratuito alla Lega“, queste le parole del leader della Lega, Matteo Salvini in ordine al polverone mediatico alzatosi attorno al suo ex braccio destro Luca Morisi.

Matteo Salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

L’inventore della “Bestia” dopo aver rassegnato le proprie dimissioni, sarebbe stato raggiunto da una tegola. Pare che risulti indagato per presunta cessione di droga. Inevitabile, quindi, il clamore che ha stravolto il Carroccio, proprio alla vigilia delle elezioni amministrative.

Leggi anche —> Luca Morisi: chi è l’ex braccio destro di Salvini e inventore della “Bestia”

Per Matteo Salvini, tutto questo attacco mediatico – riporta AdnKronos– sarebbe solo un modo per colpire gratuitamente la Lega, soprattutto alla luce del periodo. “Un processo politico” al partito, così lo avrebbe definito il leader del Carroccio.

Leggi anche —> Lega, brutte notizie per Salvini: arrivano le dimissioni del social media manager

Una posizione ribadita anche oggi, la sua, ai microfoni di Radio Anch’io ai quali ha voluto sottolineare come l’attacco mosso al suo partito sia “indegno” di un Paese come l’Italia. Per il Capitano i problemi di Morisi sarebbero personali e non avrebbero alcuna rilevanza giuridica affermando che “chi spaccia è un criminale, ma chi ne fa un uso personale va curato”. Una precisazione resasi necessaria per smontare ogni sorta di parallelismo con quanto accadde a Bologna.

Tutti ricordano Matteo Salvini al citofono di un’abitazione chiedere a chi era dall’altro capo della cornetta se fosse uno spacciatore. Sul punto, il leader della Lega ha sottolineato come in quel caso, la persona in questione venne arrestata, perché ritenuto responsabile dalla legge di cedere sostanze stupefacenti. Quella di Morisi è una vicenda del tutto diversa.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni (Getty Images)

A supportarlo anche Fratelli d’Italia tramite le parole del suo numero uno, Giorgia Meloni. A suo dire – riferisce Adnkronos– casi come questi vengono strumentalizzati ed utilizzati politicamente. Una prassi “non normale” in uno Stato di diritto.