Giallo nella notte di Ognissanti: uomo freddato all’interno della propria auto

Nella notte dell’1 novembre, a Torino un uomo è stato freddato a colpi di pistola all’interno della sua auto: è giallo sul suo omicidio.

Polizia
Polizia (EKH-Pictures – AdobeStock)

Sembra un’esecuzione in piena regola, quella registratasi ieri in via Gottardo a Torino. Eppure la vittima, con la malavita pare non avesse alcun tipo di contatto, anzi tutt’altro. Un uomo di 52 anni incensurato che prestava servizio alla Croce Verde del capoluogo piemontese. Una vita normale, spezzata da un colpo di pistola alla testa.

Torino, omicidio nella notte di Ognissanti: 52enne freddato all’interno della sua auto

Un delitto efferato, quello che ha sconvolto Torino la notte di Ognissanti. Un uomo di 52 anni è stato freddato all’interno della propria auto. Un killer lo ha raggiunto e lo ha freddato con un unico colpo di pistola alla testa.

Pistola
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La vittima si chiamava Massimo Melis, incensurato, e dipendete della Croce verde di Torino. Stando a quanto riportato dalla redazione di Today, nel pomeriggio dell’1 novembre il suo corpo è stato trovato all’interno della vettura. Una sorta di esecuzione considerate le modalità dell’omicidio, il che rende il caso intricato.

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Melis sarebbe rimasto nell’abitacolo privo di vita per oltre 12 ore prima che qualcuno si accorgesse dell’accaduto. La sua macchina era parcheggiata in una zona poco trafficata ed anche frequentata da soggetti poco raccomandabili. Forse per questo nessuno si sarebbe avvicinato, pur notandolo accasciato sul sedile. Sul luogo della tragedia è intervenuta la polizia che ora cerca di definire i contorni della vicenda.

Il 52enne, riporta Today, pare non avesse alcun tipo di frequentazione pericolosa e che conducesse una vita priva di ombre. Anzi, gli amici lo descrivono come un modello da imitare: dapprima volontario soccorritore, poi diventato un dipendente della Croce Verde.

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Ad essere interrogata la donna, un’amica della vittima, che sarebbe stata l’ultima a vederlo in vita. Melis, infatti, prima di essere ucciso l’avrebbe accompagnata a casa. Secondo alcune voci, riferisce Today, è spuntata l’ipotesi che la donna potesse essere diventata oggetto di attenzioni da parte di qualcuno che frequentava il bar dove lavora come banconista. E che proprio quel qualcuno possa essere stato infastidito dalla presenza di Melis.

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Polizia (ChiccoDodiFC – Adobe Stock)

Numerosi i messaggi di cordoglio giunti tramite i social per la scomparsa di Massimo, il quale viveva con la madre. I suoi amici, i colleghi ed i parenti tutti ora chiedono solo verità e giustizia.