Nomine Rai, è scontro tra i partiti: tensioni nel centrodestra

Le nomine Rai stanno creando non poche tensioni nei partiti: Sarah Varetto nome papabile, ma i sindacati spingono per volti “interni” alla famiglia. 

Rai
(Claudio Divizia – Adobe Stock)

Sarah Varetto potrebbe essere il nuovo volto del Tg1. Potrebbe, il condizionale è d’obbligo, considerato lo stato d’agitazione dei sindacati interni della Rai. La nota giornalista, infatti, sarebbe una “risorsa esterna” alla televisione di Stato essendo in forza all’organico di Sky. Una circostanza che l’Usigrai proprio non gradirebbe considerate le figure di spicco già presenti all’interno della Rai. Ma, questa presa di posizione del Sindacato poco sarebbe gradito alla sfera politica che chiede spiegazioni circa questo diritto di veto.  Cosa dice la destra? Sul punto non poche le divergenze.

Nomine Rai, tensioni fra i due partiti Lega e Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni (Getty Images)

Monica Maggioni o Simona Sala, questi i nomi – riporta Il Messaggero– che il sindacato Rai vorrebbe alla guida del Tg1. Proprio la Sala sarebbe tanto gradita a Pd e Movimento 5S anche se il leader Giuseppe Conte vorrebbe arrivare a Carboni. Un quadro liquido i cui contorni si delineeranno solo nelle prossime ore.

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Al momento – secondo alcune indiscrezioni de Il Messaggero– al Tg1 dovrebbe andare la Maggioni, al Tg2 riconfermato Sangiuliano ed al Tg3 la Sala.

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La questione nomine Rai, sta scaldando i partiti. Anche al loro interno, infatti, si sarebbero create non poche tensioni. Si pensi al centrodestra dove Salvini e la Meloni non riuscirebbero a trovare un’intesa. Il leader del Carroccio sul Tg del secondo canale sarebbe irremovibile: Sangiuliano resta. Si tratterrebbe di una personalità rappresentativa del gruppo. Un pensiero condiviso da Forza Italia. Ma Fratelli d’Italia caldeggerebbe un altro nome, quello di Nicola Rao. Sul punto – però- non ha calcato la mano più di tanto e si è voluta togliere un sassolino dalla scarpa ricordando lo “smacco” subito con l’estromissione dal Cda di Giampaolo Rossi ritenuta una sorta di censura all’opposizione. Ed è per questo che FdI ora chiede la guida di una testata giornalistica.

Matteo Salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Da qui la grande divergenza, sospinta da una questione di principio. Il partito della Meloni non vuole – riferisce Il Messaggero– che passi l’idea che l’opposizione può essere facilmente estromessa dal servizio pubblico.