Il pronome neutro lgbt+ entra nel dizionario: indignazione ai vertici

Nella selezione di neologismi, il dizionario “Le Petit Robert” ha deciso di integrare il neo-pronome neutro “iel”, compromesso linguistico tra “il” e “elle“.

 

 

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È ufficiale: “Le Petit Robert” abbraccia un neologismo. Il celebre dizionario francese ha deciso di integrare il neo-pronome neutro “iel all’interno dei pronomi personali. La scelta linguistica è un compromesso tra gli storici pronomi “il” e “elle”, morfemi grammaticali veicolanti le informazioni di genere maschile singolare (il) e femminile singolare (elle). Tuttavia, la neonata soluzione linguistica non è stata ben accolta da tutti; tra i più indignati spiccano le figure ai vertici dell’Esagono. Le autorità francesi bocciano in toto il cambio di paradigma linguistico e si schierano a favore della conservazione della lingua.

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Ielè un pronome soggetto personale della terza persona singolare e plurale, usato per riferirsi a una persona di qualsiasi genere. Il nuovo uso linguistico è inserito nell’uso della comunicazione inclusiva.” Il mutamento linguistico esiste ed è giusto registrare i cambiamenti socio-culturali di una comunità in un determinato periodo storico. Difatti, ogni mese lessicografi e linguisti cooperano per restare al passo della lingua, inserendo nuove parole ed espressioni nei dizionari. Da “antivax” a “passesanitaire”, gli ultimissimi neologismi dettati dalla pandemia sono stati tutti accettati; mentre il nuovo pronome ha sollevato non poche critiche nella sfera politica.

Disapprovazione in parte condivisibile se si pensa alla forzatura della lingua. Proprio come l’italiano, il francese ha due generi, maschile e femminile, ma non il neutro. L’incastro della questione sesso biologico e identità di genere in concetti puramente grammaticali risulta un’imposizione dall’alto e non una mutazione naturale della lingua. Sull’argomento si è espresso François Jolivet, deputato LREM per Indre. Il politico ha deplorato la “sfortunata iniziativa” di Petit Robert e ha espresso la sua indignazione su Twitter. L’autorità ha chiesto inoltre il parere dell’Accademia di Francia tramite una lettera condivisa sui suoi social network, denunciando in particolare “una manifesta intrusione ideologica che mina il linguaggio comune e la sua influenza”.

Non è inclusivo, è esclusivo e trovo difficile capire come la casa del linguaggio di Robert possa prestarsi a questo tipo di esercizio.“, ha continuato François Jolivet.