Antonello Costa a Yeslife: “Comicità ed umorismo? Il sale della vita”

Intervista esclusiva a Antonello Costa, comico e attore italiano. Ecco cosa ha rivelato ai microfoni di Yeslife

Antonello Costa
Il comico Antonello Costa (Ufficio stampa)

E’ uno dei comici più seguiti dal pubblico italiano. Ha lavorato a fianco a colleghi come Maurizio Battista, a registi come Maurizio Ponzi. Attraverso la comicità e l’ironia affronta temi di un certo spessore ed ogni volta riesce a reinventarsi.

Stiamo parlando di Antonello Costa, un artista a trecentosessanta gradi, che abbiamo avuto l’occasione di intervistare e fare qualche domanda sulla sua vita e il suo lavoro unico e inimitabile.

Antonello Costa
Il comico Antonello Costa (Ufficio stampa)

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Qual è la sua formazione artistica?
La mia formazione artistica inizia a 14 anni in una compagnia amatoriale teatrale siciliana.
Dopo il diploma sono venuto a studiare Roma per perfezionarmi, dove ho preso lezioni di recitazione, dizione, canto e tip tap. La mia formazione comica la definirei invece Romana e Napoletana in quanto vivo a Roma ma ho molto lavorato ed avuto a che fare con dei grandi comici napoletani, dai quali ho cercato di “rubare” ed apprendere l’arte di provare a fare ridere.

Comicità e umorismo sono per lei…
Comicità ed umorismo per me sono il sale della vita. Per me sono due elementi fondamentali per poter vivere serenamente. Credo che anche se non avessi fatto il comico sarei stato comunque un umorista: un comico nella vita, nel senso che mi piace molto scherzare. Successivamente è diventato un lavoro ma lo faccio soprattutto nella vita privata e con gli amici.

Ridere fa bene alla salute, la pensa così?
Lo dico ad ogni spettacolo: ridere è fondamentale. Dico inoltre che ogni dottore, quando un paziente dice di essere stressato, invece di dare farmaci dovrebbe dire: “Guardi, le prescrivo Antonello Costa, viene 3 volte in questa settimana a casa sua, le fa fare 4 risate e lei si sentirà meglio”. Ridere fortifica ed è forse il migliore antivirus ed antidolorifico presente al mondo.

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Il suo cavallo di battaglia?
Il cavallo di battaglia… sono tanti! Forse uno dei numeri più importanti è Charlie Chaplin che incontra Michael Jackson. Ho creato un numero dove imito appunto Charlie Chaplin che trova per strada un cappello (un borsalino) ed indossandolo per gioco inizia a ballare come Michael Jackson.

“Gran Casinò Olimpico” è il nuovo spettacolo, cosa ci dice riguardo a questo progetto?
Il nuovo spettacolo come intuibile anche dal titolo si è svolto al teatro Olimpico di Roma. Uno spettacolo completo, uno degli spettacoli più importanti che ho messo in scena. Forse lo spettacolo della maturità artistica, dove abbiamo scritto 14 numeri nuovi che mi permettono di scherzare, ballare, cantare, recitare ed interpretare ruoli diversi, con l’unico obiettivo di far ridere il pubblico.

Com’è stato tornare a teatro dopo tutto questo tempo?
Il ritorno a teatro è stato traumatizzante! Dei primi 20 minuti praticamente non ricordo cosa ho fatto e detto. Poi ti ricordi di essere a casa e quindi è stata comunque una forma di adrenalina positiva. È stato anche difficile perché questo mestiere è fatto di continuo allenamento e restare 2 anni senza salire sul palcoscenico perdi anche un po’ l’abitudine, come in tutti i lavori.

Quanto influisce il pubblico sulla riuscita della performance?
Il pubblico incide per un buon 50% sulla performance e sullo spettacolo. Io racconto sempre che molte battute che faccio e molte trovate comiche me le ha suggerite il pubblico. Non esisterebbe il teatro, soprattutto quello comico, in quanto il mio modo di fare spettacolo prevede proprio la partecipazione del pubblico. Credo che non faremmo questo mestiere se non ci fosse qualcuno che di guardi.

Chiedo il rimborso è un nuovo progetto, di cosa si tratta?
“Chiedo il rimborso” è un progetto atipico, diciamo un figlio differente dagli altri. Normalmente scrivo canzoni comiche, nello spettacolo dell’Olimpico ad esempio c’è il brano Tutti mi prendono per Julio dove già si intuisce dal titolo che è una canzone comica, oppure il minestrone dove c’è un cuoco vegano gay che canta Troppa Patata appunto all’interno del minestrone. “Chiedo il rimborso” invece è una canzone “normale” cioè una canzone pop, perchè forse ho anche il bisogno di scrivere un testo non per forza comico. Il brano è molto ironico ed anche un po’ amara, con una melodia ed un arrangiamento molto accattivanti, ma con un testo profondo che teoricamente non mi appartiene. Ho ipotizzato che quando finisce una relazione d’amore ci dovrebbe essere la possibilità di chiedere il rimborso, come quando compri ad esempio un pacco su Amazon. Quindi accettando il recesso si chiede il rimborso del tempo passato per conoscersi e capirsi e delle energie spese, quasi come se dovessero esserci le istruzioni, ma fortunatamente non è così.

Maurizio Battista è un suo collega con il quale ha collaborato, un aneddoto?
Maurizio è un amico, abbiamo condiviso tante giornate e serate insieme. Di aneddoti potrei raccontarne miliardi ma forse il primo che mi viene in mente è quando l’ho conosciuto nel 1996. Facevo spettacolo in un teatrino piccolissimo di una sessantina di posti a Roma, il teatro “Al Vicolo” dove viene a vermi una sera un mago: il mago Vimar che mi fa i complimenti che suggerisce il mio spettacolo a Maurizio che viene a vedermi con la moglie. Maurizio vedendo il mio spettacolo mi invita a fare cabaret nel suo locale a Roma. Io dico di non aver mai fatto cabaret ma di avere sempre fatto teatro ma lui mi risponde che quello che faccio sarebbe perfetto. Così nel 1996, quindi parliamo di ben 25 anni fa, nasce l’amicizia con Maurizio, che prima di essere un comico fantastico è una persona di cuore, vera e non è facile trovare nell’ambiente persone così.

Antonello Costa
Il comico Antonello Costa (Ufficio stampa)

Progetti futuri?
I progetti futuri sono tantissimi per fortuna, sperando sempre che questa emergenza Covid termini presto. Da Novembre ad Aprile sarò in tournée in tutta Italia con uno spettacolo che si chiama “Extra Light” ed ad Aprile/Maggio farò un mese in un piccolo teatro romano che ho scelto apposta per testare una nuova forma di spettacolo che si intitolerà “Libero – Da Solo”, dove cercherò di togliere tutti i lustrini del varietà, le soubrette, le ballerine ecc, dove sarò appunto libero da ogni paletto ed esibirmi da solo con il pubblico che poi ti dirò se ho vinto, te lo dirò più in là…

BEATRICE MANOCCHIO